Dopo la stretta repressiva e coercitiva introdotta dal governo con la recente riforma del Codice della Strada, ora occorre puntare anche sulla sensibilizzazione e sulla consapevolezza degli automobilisti di tutte le età. Per questo, alla Camera dei deputati, è stato firmato il primo protocollo di intesa in Italia sul tema della sicurezza stradale. A sottoscriverlo, l’Associazione Gabriele Borgogni ETS (che ricorda una giovane vittima della strada), l’UNASCA (a cui aderiscono autoscuole e studi di consulenza automobilistica) e l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani).
In tema di sicurezza stradale, l’azione repressiva prevista dalla riforma del Codice della Strada introdotta dal governo potrebbe non bastare. Specialmente se si considera il problema solo dal punto di vista coercitivo e non da quello della consapevolezza degli automobilisti. Anche per questo motivo, è necessaria una collaborazione tra le associazioni del terzo settore, tra gli educatori e tra i Comuni che sono i primi enti chiamati a vigilare e gestire la mobilità e la sicurezza. Anche per questo, alla Camera dei deputati è stato presentato un protocollo di intesa raggiunto dall’Associazione Gabriele Borgogni ETS, dall’UNASCA – Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistica e dall’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani.
“Purtroppo i 3.000 morti e i 224 mila feriti gravi che abbiamo ogni anno in Italia sono numeri importanti che raccontano di una guerra, la nostra guerra quotidiana. Questo protocollo è il primo in Italia, per la prima volta un’associazione onlus intitolata a un ragazzo che ha perso la vita in un sinistro stradale, con istituzioni come ANCI e UNASCA, si mettono insieme per combattere queste stragi” – ha spiegato Valentina Borgogni, presidente dell’Associazione Gabriele Borgogni ETS – “Gli obiettivi sono molteplici, ma il primo è senza dubbio dare una cultura della sicurezza stradale. Noi vogliamo che i cittadini si rendano conto che sulla strada bisogna stare attenti e rispettare le regole, perché ogni singola distrazione e ogni singolo comportamento errato possono provocare morte e distruzione“.
“Questo protocollo nasce dall’esigenza di sensibilizzare i conducenti, i neopatentati così come chi ha la patente da tanti anni. Il protocollo d’intesa mira anche a sensibilizzare soggetti che non devono conseguire la patente, pensiamo agli over 65 così come a coloro che trasportano bambini a bordo. Una campagna che serve in affiancamento alla parte coercitiva introdotta dal governo con la legge 177/2024, vogliamo sensibilizzare i soggetti e renderli consapevoli e responsabili della guida in sicurezza” – il punto di Alfredo Boenzi, segretario generale dell’UNASCA – “La tutela della vita, e non semplicemente ciò che si impara in autoscuola con le nozioni e i quiz, è una leva che stiamo facendo per elevare il livello culturale della sicurezza stradale“.
“Il nuovo Codice della Strada è già un ottimo inizio, per noi è importante, come amministratori locali che hanno la responsabilità di tutelare l’incolumità e la sicurezza dei cittadini adottando ogni azione necessaria. Chiaramente, con questo protocollo, ci prendiamo l’impegno di articolare, in tutte le 8.000 amministrazioni comunali d’Italia, questo tipo di buona pratica che serve per prevenire e per sensibilizzare il cittadino, l’utente, l’automobilista” – ha spiegato Daniele Silvetti, sindaco di Ancona e vicepresidente vicario dell’ANCI – “Allo stesso tempo, intendiamo adottare tutti gli strumenti necessari per far sì che, in alcune parti del centro urbano, dove si addensa la maggior parte degli incidenti, si possa circolare in sicurezza. E quindi zone 30, corsie preferenziali e tutti quegli accorgimenti necessari perché si possa circolare in città in sicurezza“.


