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SIGEA, confronto con la politica sui rischi da disastri naturali

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L’incontro organizzato da SIGEA – Società Italiana di Geologia Ambientale, in occasione della Giornata internazionale per la riduzione del rischio di disastri naturali, è stato l’occasione per un confronto con i decisori politici su proposte concrete avanzate dai geologi.

In occasione della Giornata internazionale per la riduzione del rischio di disastri naturali, SIGEA – Società Italiana di Geologia Ambientale ha organizzato un incontro in cui il primo panel ha coinvolto la politica, e nello specifico tre deputati, tra cui l’onorevole Pino Bicchielli, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico in Italia. Un’occasione di confronto tra i geologi e i decisori politici, essenziale in un Paese come l’Italia dove, oltre al dissesto idrogeologico sempre più diffuso, anche il cambiamento climatico rischia di diventare un fattore strutturale e non più una emergenza.

“Su questo tema non c’è e non ci deve essere divisione politica, perché sarebbe un errore gravissimo. Questo Paese ha bisogno tantissimo dei geologi, il nostro è un Paese bellissimo ma estremamente fragile. Quasi il 95% dei Comuni italiani si trova in zone a rischio idrogeologico, nel nostro Paese sono state censite 680 mila frane e il 40% della popolazione vive in zone a medio-alto rischio sismico. In un Paese come il nostro, bellissimo ma fragile, la figura del geologo e gli Ordini dei geologi sono fondamentali: senza di loro non possiamo avere una antropizzazione sicura” – ha spiegato Pino Bicchielli, deputato di Forza Italia e presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico nel territorio italiano – “Abbiamo bisogno quindi di lavorare e sensibilizzare i ragazzi e le loro famiglie a perseguire questa professione, che non è solo molto importante, ma dà anche sicurezza di lavoro, dal momento che si tratta di uno di quei settori professionali in cui c’è molta richiesta“.

“Non siamo solo il Paese europeo con più frane, ma i due terzi delle frane in Europa si registrano in Italia. Il lavoro che stiamo facendo come Commissione è in primis il cambio di paradigma: è importante lavorare sulla prevenzione, sugli investimenti e stiamo preparando una norma quadro che andremo ad allegare alla nostra relazione finale e che consegneremo alla prossima legislatura. Il tema che ci riguarda, e che purtroppo riguarda questa materia, è soprattutto la mancanza di un sistema uniforme: troppe competenze e troppa stratificazione burocratica” – ha aggiunto l’onorevole Pino Bicchielli – “Basti pensare che abbiamo avuto fenomeni come la frana di Petacciato, dove nel 2019 sono stati stanziati 40 milioni di euro e nel 2026 la frana si è ripetuta, ma di quei 40 milioni di euro nulla è stato speso né si è riusciti a spendere. Ovviamente, questo dimostra che vi è una difficoltà a poter attuare gli investimenti. Un Paese come il nostro, però, ora sta investendo sul rischio idrogeologico e sul rischio sismico“.

“La giornata di oggi, organizzata da SIGEA, è sicuramente importantissima perché è l’occasione per ascoltare delle proposte che vengono messe sul tavolo e che credo siano molto interessanti. A cominciare, per esempio, da un documento che rende in maniera chiara la pericolosità di un edificio durante le compravendite immobiliari. Uno strumento analogo a quanto viene già fatto sul fronte energetico (pensiamo all’APE), con questa proposta si cerca di fare un passaggio in più. È importante per uscire dalla logica emergenziale e dalla gestione del dissesto idrogeologico e della fragilità del nostro Paese come un’emergenza, per andare a lavorare finalmente sulla prevenzione” – il punto di Eleonora Evi, deputata del Partito democratico – “Oggi, nella Giornata dedicata alla sensibilizzazione per la prevenzione dei disastri e delle calamità, è fondamentale mettere al centro la prevenzione per abbandonare la logica emergenziale che fino ad oggi ha caratterizzato l’azione del nostro Paese. Un campanello d’allarme che è stato lanciato qualche settimana fa dalla Corte dei Conti, che ha raccontato come, di tanti progetti cantierati, solo uno su quattro viene concluso e le risorse, di fatto, stentano ad essere impiegate. Vanno anche segnalati i tagli, su questo capitolo, da parte di questo governo nell’ultimo anno: è fondamentale una inversione di marcia per lavorare insieme e mettere al centro la prevenzione per mettere al sicuro questo Paese“.

“È importante che i giovani si approccino a questo problema, perché il futuro è nelle loro mani e abbiamo un territorio che sta realmente franando. Sappiamo che l’Italia ha dei problemi idrogeologici, e in questo evento si chiede maggiore attenzione, anche attraverso una formazione a livello scolastico su queste dinamiche. E magari, nel momento in cui si va ad acquistare una casa, avere anche un titolo che ci spieghi qual è la problematica, dal punto di vista della sicurezza idrogeologica, quando parliamo non solo di alluvioni ma anche di terremoti e altri eventi naturali” – ha spiegato Patty L’Abbate, deputata del Movimento 5 Stelle – “Queste sono questioni importanti, in Italia succede sempre che finiamo a pagare il danno dopo un disastro, in Commissione Ambiente arriva sempre dopo e paghiamo il danno alle persone che hanno la perso la casa o il lavoro. Per questo dobbiamo partire prima, con un Fondo per la tutela del suolo italiano“.

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