Parte il primo festival nazionale sull’educazione alla sostenibilità: “Educational Goal Festival” è un festival itinerante che dal 24 al 29 novembre promuove l’Obiettivo 4 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, obiettivo che punta a garantire “un’istruzione di qualità, equa e inclusiva, e a promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti.”
Massimiliano Pontillo, Direttivo Educational Goal APS ha presentato l’evento: “Educational Goal Festival, oggi è al via, primo appuntamento nazionale sull’educazione e la sostenibilità. Una settimana ricca di incontri, dibattiti, laboratori, spettacoli e tante altre iniziative in vari comuni d’Italia che hanno aderito alla manifestazione con un focus
principale su Roma e Salerno.
Dunque è un’ulteriore occasione per portare il tema dell’educazione, delle formazioni, della cultura, la sostenibilità nelle piazze, nelle scuole, nelle comunità, per trasformare il pensiero e i saperi in partecipazione e la partecipazione in un cambiamento concreto, in un cambiamento sociale.
Con la conferenza di Roma- conclude Pontillo- nasce ufficialmente Educational Goal Festival. Avremo diversi appuntamenti, insomma sono già in corso in Italia, ci sono circa 50 iniziative che sono portate avanti da scuole, da associazioni comuni che sono partite oggi e che termineranno sabato, al termine di questa settimana.”
Il Festival vuole diventare punto di riferimento per tutti i soggetti pubblici e privati che operano in ambito di educazione alla sostenibilità. Su questo fronte l’Italia e l’Europa devono accelerare per recuperare terreno rispetto a realtà come la Cina che hanno investito da tempo nel settore e oggi raccolgono i frutti di una visione chiara sul tema.
Enrico Giovannini, direttore scientifico di AsviS, ha sottolineato la necessità di educare e diverse fasce d’età: “Insieme alla RAI abbiamo avviato un progetto che vuole proprio guardare attraverso la televisione queste tematiche con maggiore enfasi rispetto al passato. Ma poi ci sono altri strumenti, le cosiddette università della terza età, le imprese dovrebbero essere più impegnate su questo fronte per i propri dipendenti, i propri lavoratori e non c’è dubbio che c’è un tema di trasmissione intrafamiliare delle conoscenze. Uno parla con un adulto, con un anziano, dice mio figlio è molto più sensibile di me e mio nipote.
Qui serve una leadership politica che parli di questi temi in modo tale che poi i media comunichino questi messaggi in modo sistematico e avviene in diversi paesi. Nel nostro paese invece molti dicono appunto che conviene rinviare, che conviene aspettare e purtroppo non è una buona scelta.
Le imprese sostenibili crescono più di quelle non sostenibili quindi rinviare la transizione ha un effetto economico, occupazionale che non possiamo decisamente permetterci. Afferma Giovannini.
L’Europa è destinata a rimanere indietro?
“La Cina è piena di contraddizioni ovviamente perché mentre investe molto sulle energie rinnovabili continua a investire anche su energie fossili. -ricorda Giovannini- Non c’è dubbio che sul piano tecnologico ha investito molto in questa direzione, ricordiamo che la scelta per i progetti per le auto elettriche è del 2005, 20 anni fa.
L’Europa dunque è partita in ritardo, i produttori europei sono partiti in ritardo, dobbiamo dirlo non è tanto una questione della politica. Potremmo recuperare? Certo che possiamo recuperare ma bisogna investire in questa direzione piuttosto che tentare di rinviare il cambiamento. Ed è qui dove anche a livello di politiche europee si vedono delle incertezze.
Il nuovo Clean Industrial Deal, che è una riformulazione del Green Deal, va in questa direzione ma il bilancio europeo è troppo piccolo per consentire di accompagnare, per stimolare le imprese ad andare in quella direzione e recuperare il terreno perduto. Insomma il futuro è lì, lo indicano anche le scelte che sta facendo l’India, l’Africa, quindi c’è anche una grande opportunità di collaborazione con il resto del pianeta ma dobbiamo essere decisi ad accelerare e non a rallentare. “


