“Sound of Pollution”, la prima canzone “inquinata” che aiuta a salvare i cetacei

Tabella dei Contenuti

Un brano che denuncia l’inquinamento acustico dei mari e lo trasforma in azione concreta di attivismo. “Sound of Pollution”, il progetto musicale e ambientale che vede protagonista Nic Cester, leader dei Jet.

Può un brano musicale raccontare il dramma invisibile dell’inquinamento acustico nei mari? Da questa domanda nasce “Sound of Pollution“, il progetto musicale e ambientale che vede protagonista Nic Cester, leader della band internazionale Jet, in collaborazione con Sea Shepherd e con la direzione artistica di Operà Music.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Sea Shepherd Italia (@sea_shepherd_italia)


La canzone scritta da Nic Cester è volutamente inascoltabile. Il motivo? È stata contaminata dagli stessi rumori che, nel Mar Mediterraneo, stanno mettendo a rischio la sopravvivenza dei cetacei.

Si tratta di rumori provocati dall’uomo: le trivellazioni sui fondali, il traffico sempre più intenso di imbarcazioni, e altre attività che saturano l’ambiente marino di un frastuono costante. Suoni che interferiscono con la capacità dei cetacei di comunicare, orientarsi e sopravvivere. Un inquinamento acustico invisibile per noi, ma devastante per loro. Un rumore continuo che si diffonde ovunque, alterando gli equilibri dell’intero ecosistema marino.

“L’idea di base della canzone è nata a casa mia – ha raccontato Nic Cester – quando ho iniziato a canticchiare qualcosa che stava prendendo forma nella mia mente. Mi sono seduto al pianoforte e ho completato la struttura di base e la composizione melodica“.
Per il musicista, la connessione tra musica e ambiente è profonda: “La musica – ha detto ancora Cester – è in larga misura un prodotto del nostro ambiente. Diverse società e culture nel corso dei secoli hanno manifestato le proprie tradizioni e identità musicali, sempre legate all’ambiente in cui vivevano”.

Il brano inedito “As-you-are” – in versione inquinata – è disponibile dal 29 Settembre al link https://www.thesoundofpollution.com/, contaminato dai rumori del traffico marittimo, dei sonar, delle piattaforme di estrazione e altri suoni che disturbano ogni giorno balene e delfini.

Ogni ascolto contribuirà a ripulire il brano, ma non solo, i proventi delle royalties saranno devoluti a favore di Sea Shepherd per finanziare il progetto di protezione dell’Area Marina delle Cinque Terre. “Operazione 5 Terre”, vede i volontari impegnati in pattugliamenti navali contro la pesca illegale e in attività di sensibilizzazione con turisti e comunità locali per proteggere questo ecosistema unico.

Il 2 ottobre il brano verrà è stato completamente “ripulito” e “As-you-are” è stato pubblicato in versione clean su tutte le piattaforme digitali. Il progetto è stato raccontato proprio il 2 ottobre a Milano al Festival internazionale Creativity For Better, alla Pelota di Milano.

Un brano che denuncia l’inquinamento acustico dei mari e lo trasforma in azione concreta di attivismo

Per la prima volta un atto di attivismo potrà essere fatto da casa, dal cellulare, sul treno o mentre si beve un caffè. La connessione con Sound of Pollution è immediata: ascoltando il brano e partecipando alla sua “pulizia”, chiunque può trasformare la musica in un gesto concreto di attivismo per proteggere i mari.

Secondo uno studio pubblicato su Science nel report Duarte et al. (2021), The Soundscape of the Anthropocene Ocean, “il rumore ambientale subacqueo a basse frequenze è aumentato in media di 10 – 12 decibel dalla metà del XX secolo, interferendo con la capacità delle specie marine di comunicare e orientarsi.” Le navi cargo, le petroliere e il traffico da diporto generano onde sonore che interferiscono con la vita marina, impedendo ai cetacei di comunicare, nutrirsi e riprodursi. A volte costringendoli allo spiaggiamento.

Sound of Pollution non si ferma qui. Il progetto prevede, nuove collaborazioni con artisti internazionali e l’espansione a diverse aree marine oltre al Mediterraneo.

Pubblicità
Articoli Correlati