Spettacolo e adrenalina, freeski e snowboard su una delle creste alpine più estreme d'Europa

Spettacolo e adrenalina, freeski e snowboard su una delle creste alpine più estreme d’Europa

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Il comprensorio di Sella Nevea, nelle Alpi Giulie, in Friuli Venezia Giulia, ha ospitato un progetto inedito in cui 4 atleti di sport invernali con freeski e snowboard, hanno dato spettacolo nello snowpark più estremo di sempre, costruito su una cresta montuosa larga pochi metri, situata a circa 2.050 metri di altitudine.

In Friuli Venezia Giulia, nel comprensorio di Sella Nevea, nelle Alpi Giulie, è andato in scena un progetto inedito e spettacolare, che ha messo alla prova il coraggio, la coordinazione, la concentrazione e la precisione di 4 atleti di sport invernali.

L’italiano Ian Matteoli ed altri tre atleti della Red Bull sono stati messi dinnanzi a una sfida senza precedenti che ha allenato le loro capacità tecniche e mentali.

Su una cresta montuosa larga pochi metri, situata a circa 2.050 metri di altitudine, è stato ricavato un ‘no-fall park’, ossia lo snowpark più estremo di sempre: 350 metri sospesi tra due ripidi strapiombi.

Una location da brividi dove il margine d’errore deve essere pari a zero.

L’obiettivo per ciascuno dei rider era completare il percorso eseguendo trick e manovre in sicurezza, mantenendo fluidità e precisione a fronte di condizioni tanto proibitive.

Matteoli di Torino, a soli 20 anni, è già nella storia dello snowboard freestyle: primo italiano a essere salito sul podio in una gara di big air di Coppa del Mondo, primo atleta al mondo ad aver eseguito un front side 2160 (anche in gara) e un Cab 2160 (6 rotazioni). Inoltre si è anche classificato secondo nella Coppa del Mondo di big air 2024/25.

Il commento di Ian Matteoli

“Stiamo facendo un progetto che si chiama slopestyle on the Edgeha detto Ian Matteoli il concetto è uno slopestyle costruito in cresta ad una montagna. Lo slopestyle è stretto, non è facile, però è sicuramente particolare, è un bellissimo progetto”.

“Le cose più difficili ha spiegato Ian Matteoli sono sicuramente gestire la pista che è stretta, sei in cima alla montagna, devi fare attenzione ad ogni singola mossa, non hai tanto margine per gli errori. Quando sono in partenza principalmente sono concentrato sui punti critici della run, dello slopestyle, sono sicuramente sul primo salto a staccare nel punto preciso e poi anche sicuramente sul rail che dà nel vuoto, anche lì non puoi permetterti di sbagliare”

“E poi per il restoha concluso l’atleta cerco di divertirmi più che posso”.

Con lui nell’impresa friulana altri campioni dello sport estremo i tedeschi Felix Georgii (wakeboarder professionista e snowboarder, vincitore dell’X Games Real Wake Gold 2017) e Max Hitzig (freeskier, Campione del Mondo Freeride World Tour 2024) e lo svizzero Fabian Bösch (freeskier con all’attivo una partecipazione olimpica, un titolo mondiale e uno agli X Games, nonché primo freeskier ad aver completato un ‘Quad Cork 1980’).

Spettacolo e adrenalina, freeski e snowboard su una delle creste alpine più estreme d'Europa, Freeski

Anche per atleti così esperti un contesto simile ha rappresentato un banco di prova non comune: l’obiettivo, infatti, non era primeggiare come in gara , ma effettuare la miglior esecuzione possibile di salti e trick su un terreno assolutamente non pensato per l’allenamento o per le competizioni di slopestyle o big air.

La difficoltà non consisteva solo nel percorso in sé: in diversi passaggi gli atleti si sono infatti trovati a transitare a pochi metri l’uno dall’altro, con la necessità di sincronizzare a vicenda velocità e spazi in margini di manovra ridottissimi.

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