Mettere un freno all’enorme flusso di spedizioni a basso costo che ogni giorno entra nel mercato europeo. Ecco cosa cambia dal 1 luglio con la nuova tassa di 3 euro per i pacchi low cost.
Dal primo luglio entra in vigore la tassa da 3 euro sui pacchi del valore inferiore a 150 euro che provengono da paesi extra Ue. In particolare, l’Europa punta a tenere sotto controllo l’e-commerce di grandi piattaforme come Temu, Shein e AliExpress da cui provengono la maggior parte delle spedizioni di questo tipo.
Dopo anni di shopping online caratterizzato da spedizioni quasi sempre gratuite e prezzi davvero bassi, il nuovo sistema segnerà un cambio di paradigma, anche per i consumatori, per garantire loro una maggiore tutela, sicurezza dei prodotti e rispetto per l’ambiente.
“Da oggi, gli oneri doganali si applicano ai pacchi di e-commerce del valore fino a 150 euro in ingresso nell’Ue. 30 milioni di europei lavorano nel settore della vendita al dettaglio; si tratta del nostro più grande datore di lavoro nel settore privato. E l’aumento delle importazioni online a basso valore ha messo i nostri rivenditori in una posizione di svantaggio sleale“, afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen
From today, customs duties apply to e-commerce parcels worth up to €150 entering the EU.
30 million Europeans work in retail; it’s our our largest private-sector employer.
And the surge in low-value online imports has put our retailers at an unfair disadvantage.
Too many of…
— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) July 1, 2026
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“Troppi di questi prodotti non rispettano inoltre gli standard di sicurezza dell’Ue, mettendo a rischio i consumatori. Il cambiamento di oggi è volto a ristabilire l’equità per le imprese europee e a proteggere meglio i nostri consumatori“, ha aggiunto.
Solo nel 2025 nell’Unione europea sono arrivati circa 5,9 miliardi di pacchi, un numero enorme di spedizioni, quasi tutte di valore molto basso, provenienti in larga parte dalla Cina, che fino ad oggi hanno beneficiato dell’esenzione dai dazi doganali prevista per gli acquisti inferiori ai 150 euro.
Questo sistema ha così favorito una crescita esplosiva dell’e-commerce extraeuropeo, mettendo sotto pressione le autorità doganali e creando condizioni di concorrenza non sempre eque nei confronti delle imprese europee.
Negli ultimi anni, inoltre, numerosi test effettuati dalle autorità europee e dalle associazioni dei consumatori hanno evidenziato la presenza, soprattutto tra i prodotti venduti sulle grandi piattaforme online come Shein, di articoli non conformi agli standard europei, con problemi legati alla sicurezza, alla presenza di sostanze chimiche vietate o alla qualità dei materiali. L’enorme quantità di spedizioni rende molto difficile effettuare controlli efficaci alle frontiere, ed ecco perché in questo modo la Commissione europea punta a rafforzare i controlli sui prodotti importati.
Ma quindi quanto di questi nuovi costi verrà effettivamente trasferito ai consumatori? Le grandi piattaforme potrebbero decidere di assorbire almeno una parte delle nuove spese per mantenere competitivi i propri prezzi, ma è probabile che almeno una quota venga progressivamente incorporata nel prezzo finale degli acquisti.
Dal primo luglio, quindi, i consumatori che comprano prodotti da fuori dall’Unione Europea dovranno fare molta più attenzione alle clausole contrattuali di questi piccoli acquisti, e capire se l’azienda ha già incluso i dazi nei prezzi applicati o se dovranno pagarli a parte.
Cosa cambia dal 1 luglio con la tassa sui piccoli pacchi extra Ue
La novità principale è l’introduzione di una tassa doganale di 3 euro sui pacchi di basso valore e il superamento della soglia “de minimis” dei 150 euro. Il nuovo sistema si basa sui codici doganali degli articoli contenuti nella spedizione.
Ad esempio, un pacco con due prodotti appartenenti a categorie diverse, una maglietta e un paio di scarpe, potrà comportare un costo di 6 euro, perché verranno applicate due distinte voci doganali; un pacco contenente, invece, cinque maglioni identici, classificati con lo stesso codice doganale, sconterà un’unica tassa di 3 euro.
L’obiettivo è rendere più accurata la classificazione delle merci e limitare eventuali pratiche elusive nelle dichiarazioni doganali.
L’Unione Europea ha voluto, così, togliere l’esenzione per dare una risposta alle aziende europee che da tempo si lamentavano della concorrenza subita soprattutto da parte delle aziende cinesi.
E in Italia? Sempre dal 1° luglio sarebbe dovuto scattare un ulteriore contributo nazionale del valore di due euro per ogni pacco al di sotto dei 150 euro di valore. La tassa, prevista dalla legge di Bilancio per coprire i costi amministrativi delle operazioni doganali, è stata rinviata di tre mesi, al 1° ottobre (proroga contenuta nel nuovo decreto Infrastrutture approvato dal Consiglio dei ministri).
Per i consumatori italiani, quindi, almeno fino all’autunno non scatterà il contributo nazionale aggiuntivo, mentre resteranno valide le nuove regole europee sulle importazioni dei pacchi di basso valore.


