Tea, il Crea potrebbe coordinare i progetti nazionali per i prossimi 3 anni

Tea, il Crea coordina i progetti nazionali di tecniche di evoluzione assistita fino al 2028

Tabella dei Contenuti

Sarà il Crea a coordinare i progetti sperimentali sulle Tea, le Tecniche di evoluzione assistita, sono un elemento innovativo per l’agricoltura italiana e proprio da queste potrebbe dipendere la resilienza del sistema agricolo italiano.

Le TEA sono tecniche biologiche che permettono di non utilizzare pesticidi nella coltivazione. Dal 2023 l’emendamento al DL siccità ha permesso di sperimentare queste biotecnologie che danno vita a varietà resistenti a siccità, batteri, malattie e, nel caso del riso, al fungo che causa la malattia del brusone. Il tutto senza inserimento di materiale genetico esterno e quindi senza creare Ogm, che rimangono vietati in Italia.

Obiettivo degli esperimenti da poco autorizzati in Europa è di sviluppare piante di diverse specie con prestazioni migliori in termini di resistenza alla siccità, agli eventi estremi o ai parassiti.

Il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, potrebbe diventare per i prossimi tre anni l’ente garante per la sperimentazione sicura e compatibile con la salvaguardia dell’ambiente.

Il Crea ha creato un Comitato Scientifico che ha selezionato alimenti su cui concentrare la ricerca, tra questi: melanzane, frumento, riso, vite, kiwi e agrumi. Verrà quindi stabilito un protocollo nazionale che standardizzi tutte le procedure sperimentali.

“Le Tecnologie di Evoluzione Assistita rappresentano una straordinaria opportunità per l’agricoltura italiana, in  grado di offrire strumenti innovativi e sostenibili per affrontare sfide sempre più complesse. Il Crea è al centro di questa fase strategica, mettendo al servizio del Paese le proprie competenze multidisciplinari e l’esperienza maturata nel miglioramento genetico delle colture, con l’obiettivo di garantire una sperimentazione sicura, trasparente e basata su solide evidenze scientifiche, compatibile con il patrimonio agroalimentare e ambientale del nostro Paese.” Ha dichiarato Andrea Rocchi,  presidente del CREA.

Pubblicità
Articoli Correlati