Teflon Flu, l'influenza legata all’uso (scorretto) delle padelle

Teflon Flu, l’influenza legata all’uso (scorretto) delle padelle

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Cucinare con una padella antiaderente può rivelarsi dannoso per la salute, ma solo se non viene utilizzata correttamente. Ecco cos’è la Teflon Flu.  

Negli Stati Uniti si sta parlando sempre di più di Teflon Flu (influenza da Teflon), il nome colloquiale per la “febbre da fumi polimerici”.

Questa malattia, simile all’influenza, è collegata al rivestimento chimico che si trova su alcune padelle antiaderenti. La capacità della padella di non far aderire il cibo durante la cottura è consentita da una sostanza del gruppo dei PFAS chiamata politetrafluoroetilene (PTFE).

Come ha spiegato al Washington Post Julie Weber, direttrice del Missouri Poison Center “Se utilizzate correttamente, queste padelle sono innocue, ma molti consumatori non sanno come trattare le padelle antiaderenti, il che suscita preoccupazioni sulla loro sicurezza”.

La febbre da fumi polimerici si verifica quando pentole e padelle antiaderenti vengono riscaldate a temperature superiori a 260° Celsius (500 ° Fahrenheit). Il surriscaldamento provoca la scomposizione delle sostanze chimiche nel rivestimento e il rilascio di nuvole di fumo che se vengono inalate causano tosse, dolori muscolari, febbre e brividi. In alcuni casi i sintomi si manifestano subito dopo l’inalazione, in altri molte ore dopo e questo rende difficile la diagnosi.

Nel 2023 c’è stato un numero record di pazienti con la “Teflon Flu” negli Stati Uniti. Sono state ricoverate oltre 250 persone affette da questa patologia. Negli ultimi due decenni si sono verificati solo 3.600 casi sospetti di febbre da fumi di polimeri negli USA, mentre lo scorso anno si è registrato il numero di casi più alto negli ultimi decenni. I ricercatori non sono certi delle cause e hanno evidenziato la necessità di aumentare la consapevolezza sull’uso corretto di questi utensili.

 

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Teflon Flu, alcuni accorgimenti per evitarla

Alcuni scienziati, come Ian Cousins, chimico ambientale e professore all’Università di Stoccolma, non si sono detti preoccupati per l’accumulo di PFTE nel corpo, visto che “è una sostanza grande e difficile da scomporre per il nostro organismo”.

I PFAS però, sono sostanze chimiche che non si degradano nell’ambiente e le padelle non sono l’unica fonte tramite la quale ci si può venire in contatto. Proprio perché “eterni”, i PFAS inquinano falde acquifere, laghi, fiumi, terreni e finiscono nel nostro corpo attraverso inalazione o ingestione. L’uso quotidiano di prodotti che contengono queste sostanze – dagli imballaggi alimentari all’abbigliamento, ai prodotti per la pulizia, al cibo – può portare ad un accumulo nell’organismo, con effetti dannosi per la salute.

Produttori di padelle e scienziati assicurano che le padelle, se utilizzate nel modo giusto, sono sicure. Per evitare l’inalazione del fumo tossico non bisogna quindi riscaldare la padella a temperature oltre i 260°, evitare i graffi (che possono causare il rilascio di pezzi di PTFE nel cibo) e l’utilizzo in forno o in lavastoviglie. Inoltre, è bene evitare di preriscaldare la padella e azionare la ventola d’aspirazione oppure aprire la finestra mentre si cucina.

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