L’affondo dell’europarlamentare, tra i firmatari dell’esposto alla Corte dei Conti contro il futuro termovalorizzatore di Roma: “L’impianto pilota di cattura della CO2 è una buffonata, a carico dei cittadini. Così non raggiungeremo mai gli obiettivi europei e metteremo a repentaglio l’ambiente e la salute: la zona di Santa Palomba presenta già delle criticità ambientali e con l’inceneritore il futuro di tante aziende agricole sarà a rischio”.
C’è anche l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Dario Tamburrano tra i firmatari dell’esposto alla Corte dei Conti contro il futuro termovalorizzatore di Roma. Un esposto a prima firma di Virginia Raggi, già sindaca della Capitale e collega di partito di Tamburrano, che a TeleAmbiente spiega le ragioni principali per cui il progetto dell’amministrazione Gualtieri non solo mette a rischio l’economia circolare, l’ambiente e la salute dei cittadini, ma potrebbe costituire un salasso per tutte le famiglie romane che pagano la tassa sui rifiuti (TaRi).
“Ursula von der Leyen è intervenuta in plenaria a Strasburgo, la città da dove sono collegato, e fra varie tematiche, di cui molte non condivisibili, ne ha affrontate alcune che invece sono condivisibili. In particolare, ha posto l’accento sulla necessità di fare di più sull’economia circolare e per mantenere gli impegni climatici. C’è una contraddizione all’interno dell’Unione europea, dal momento che l’Italia è uno Stato membro dell’Ue: la distanza fra quello che si legifera e gli obiettivi che vengono mantenuti a livello europeo e fra ciò che poi viene realizzato dalle amministrazioni locali, che tra l’altro appartengono a soggetti politici che sostengono von der Leyen e l’europeismo” – ha spiegato Dario Tamburrano – “In primo luogo, questo inceneritore emetterà fino a 600 mila tonnellate di CO2 all’anno, contribuendo quindi a rendere più complicato per l’Italia raggiungere gli obiettivi europei sul clima e sull’energia. È previsto, nel progetto, anche un impianto pilota di cattura della CO2 che è veramente una buffonata: l’impianto, oltre ad avere costi stratosferici a carico dei cittadini, intercetterà solo lo 0,1% della CO2 emessa. Possiamo definirlo come un semplice atto dimostrativo a spese dei contribuenti“.
“C’è poi un’altra questione: entro la metà dell’estate del 2026, l’Unione europea avvierà un processo per decidere se inserire o meno le emissioni degli inceneritori nel sistema ETS 2. Parliamo di un sistema di tassazione delle emissioni già vigente, esiste l’ETS e l’ETS 2 prevede di tassare altri tipi di emissioni, ed è assai plausibile che vengano inserite quelle prodotte dagli inceneritori. Il tutto, con un prezzo che pagheranno i cittadini romani, fino a circa 48 milioni di euro all’anno” – ha aggiunto l’onorevole Tamburrano – “L’inceneritore presenta quindi tutta una serie di criticità ambientali, di rispetto delle norme e degli obiettivi europei e di tipo economico, perché c’è un danno alle casse pubbliche. Ed è da qui che parte l’esposto che abbiamo presentato“.
“Segnalo anche che la Commissione Petizioni al Parlamento europeo ha inviato una lettera all’amministrazione Gualtieri e a distanza di mesi non c’è ancora stata risposta. In quel contesto, ricordo che nel mio intervento in Commissione ho segnalato uno studio di Zero Waste Europe sulla contaminazione delle biomatrici nei pressi degli impianti di incenerimento: quello studio ha dimostrato altissimi livelli di diossina e di Pfas negli alimenti prodotti e coltivati (uova, frutta e verdura) nei pressi degli inceneritori di tutta Europa” – ha concluso Dario Tamburrano – “Tra l’altro, in un caso c’è stato anche un biomonitoraggio effettuato prima e dopo la messa in funzione di un impianto di incenerimento. C’è quindi la prova provata dell’aumento di questi inquinanti all’interno degli alimenti. La zona di Santa Palomba ha già delle criticità ambientali e presenta anche tantissime attività agricole, tra cui alcune di tipo biologico che, chiaramente, in caso di avvio di questo scellerato progetto perderanno la certificazione e rischieranno di chiudere“.


