A Perugia l’ incontro con Giancarlo Brocci, ideatore di una delle cicloturistiche d’epoca più prestigiose del mondo, L’Eroica, che si svolge in provincia di Siena. L’evento, organizzato dall’associazione ‘Francesco nei sentieri’, ha illustrato l’importanza di una manifestazione, come quella toscana, per veicolare flussi turistici alternativi, un turismo lento, che tutela e recupera l’ambiente e rispetta il territorio
La bellezza della fatica, il gusto dell’impresa. È questo il motto dell’Eroica, la più importante ed affascinante manifestazione cicloturistica d’epoca del mondo, che dal 1997 si svolge ogni anno sulle strade bianche della provincia di Siena.
Nata da un’idea di Giancarlo Brocci, è riuscita a conquistare ogni angolo del pianeta rievocando il ciclismo di un tempo.
A Perugia nei giorni scorsi, a parlarne, è arrivato proprio Giancarlo Brocci, accolto dal presidente dell’asd Francesco nei sentieri, Cesare Galletti, e da alcuni amministratori del Comune di Perugia.
Obiettivo dell’incontro, coinvolgere la nuova Giunta comunale affinché si possa proseguire nel solco del progetto tracciato dall’asd Francesco nei sentieri, impegnata a costruire un percorso permanente cicloturistico che coinvolge i Comuni della provincia di Perugia, creando anche una ‘congiunzione’ con la vicina Toscana, in particolare la provincia di Siena.

La storia de ‘L’Eroica’ è stata tracciata dal suo fondatore, Giancarlo Brocci
“L’Eroica – ha raccontato Giancarlo Brocci – è nata da due passoni, da due atti d’amore, per il mio territorio e per il ciclismo. Con la fine della mezzadria molta gente ha iniziato ad andare via da posti come Gaiole in Chianti verso le metropoli, che offrivano lavoro e servizi, per cercare condizioni di vita migliori. Abbiamo rischiato di diventare un’appendice della città, di perdere i nostri tratti fondanti e caratteristici”.
“Fortunatamente – ha aggiunto Brocci – non è successo perché siamo rimasti fuori dalle grandi vie di comunicazione. All’inizio poteva sembrare uno svantaggio ma col tempo si è rivelato un bene perché abbiamo preservato il territorio”.
“Il secondo atto d’amore è nei confronti del ciclismo – ha continuato Giancarlo Brocci – che era appunto uno sport bellissimo e che a me ha raccontato la storia del Novecento ed una passione di due generazioni, quella del mio babbo e quella dei nonni”.
“Del ciclismo – ha proseguito Brocci – mi è stata trasmessa, quando sono nato, quest’idea di sport meraviglioso che coglieva il cuore della gente, soprattutto più plebea, perché era uno sport popolare per eccellenza. Si rischiava di perdere anche il ciclismo, perché era sempre più assediato dalle auto, le strade sempre più difficili da affrontare in bicicletta, un mezzo assolutamente fragile”.
“E quindi l’idea – ha sottolineato Giancarlo Brocci – prima del Parco Ciclistico del Chianti, cioè di una zona che di per sé era rimasta assolutamente speciale per le biciclette, e poi quella dell’Eroica appunto, perché in qualche modo andavamo a riproporre la bici da strada fuori dall’asfalto. Questo fu un po’ l’uovo di Colombo, da cui siamo partiti con la prima manifestazione il 5 ottobre del 1997, con 92 persone, addirittura, l’abbiamo fatta gratis, quindi proprio per una nicchia”.
“Evidentemente – ha detto ancora Brocci – abbiamo fatto la cosa giusta per un sacco di persone, abbiamo colto un giacimento di passioni che non erano solo mie. Questo, pian piano, ha fatto sì che si riuscisse a far considerare un valore la strada bianca, quella che prima era un disvalore da ‘zona depressa’, è diventata invece un connotato importante di certi territori, è diventata anche per certi versi un deterrente rispetto all’abuso delle macchine e del motore”.
“I nostri territori – ha concluso Giancarlo Brocci – sono diventati una meta di destinazione del turismo in bicicletta e del ciclismo in generale da tutto il mondo”.

L’asd Francesco nei sentieri organizza già una cicloturistica d’epoca ma vuole andare oltre, cioè prendersi cura del territorio e valorizzarne le sue bellezze naturali e culturali. L’Eroica rappresenta quindi un modello da seguire perché offre un’alternativa al turismo di massa, promuovendo il territorio e lanciando un messaggio di tutela e recupero dell’ambiente, di valorizzazione della lentezza e della periferia e del pedalare senza fretta godendosi il paesaggio, su strade non asfaltate e prive di automobili.


