“Le piramidi sono la base, l’origine di tutta la nostra storia che passa attraverso l’antica Roma e la Grecia e si collega persino alle questioni più urgenti del presente”, Michelangelo Pistoletto.
Il maestro Michelangelo Pistoletto, uno degli artisti contemporanei italiani più influenti e pioniere dell’Arte Povera, porta il suo iconico Terzo Paradiso tra le piramidi di Giza per la quinta edizione di “Forever Is Now“, la mostra a cielo aperto dove l’arte contemporanea incontra il patrimonio millenario dell’antico Egitto. Il messaggio del Terzo Paradiso, che fonde artificio e natura, si sposa con la visione, i valori e la tutela dell’ambiente portata avanti da TeleAmbiente da quasi 35 anni.
Pistoletto lo definisce come un’opera collettiva, un simbolo di responsabilità e rinascita che invita ogni individuo ad agire per la riconciliazione tra umanità e pianeta. “Le piramidi sono la base, l’origine di tutta la nostra storia – spiega Michelangelo Pistoletto – che passa attraverso l’antica Roma e la Grecia e si collega persino alle questioni più urgenti del presente: il bisogno umano di guardare verso il cielo, di raggiungerlo come traguardo, pur restando radicato profondamente nella terra. Le piramidi rappresentano il desiderio di sopravvivenza dell’essere umano in termini di immortalità che diventa poi l’icona specchiante che ho creato. L’arte assume così una dimensione che trascende il tempo e oggi rinasce attraverso la formula trinamica del Terzo Paradiso, che conduce alla terza fase dell’umanità – una fase che trae conclusioni da tutto ciò che è accaduto finora per poter ricominciare. Abbiamo il passato da un lato, in uno dei cerchi della Trinamica; il futuro nel cerchio opposto; e la nostra condizione presente al centro, che raccoglie tutto il passato per trasformarlo in futuro e, allo stesso tempo, riconnettere il futuro al passato. Ecco perché è così importante oggi avere il simbolo trinario della creazione collocato proprio di fronte alle piramidi: per riconnetterci con la storia e proiettarci nel futuro.”
La presenza del simbolo a Giza rafforza ulteriormente la collaborazione tra la Fondazione Pistoletto e l’Istituto Italiano di Cultura al Cairo, che insieme ad Accademia Unidee ha lanciato borse di studio volte a sostenere giovani artisti in Egitto. Un’iniziativa che dimostra il potere dell’arte e della diplomazia culturale nel costruire ponti tra le nazioni e plasmare il futuro attraverso la creatività condivisa.
“Le pietre delle piramidi di Giza, dell’opera di Pistoletto e di tutti i monumenti della storia stanno davanti alle vicende umane come testimoni silenziosi: il tempo lascia su di loro segni secolo dopo secolo come geroglifici su una pelle estesa che l’umanità traccia e lascia dietro di sé per le generazioni a venire. Il futuro è già ora, costruito dalle nostre opere. Le pietre raccontano al domani le storie di oggi incorporate nel loro silenzio: storie di faraoni e di lavoratori, di vita nell’al di là e qui sulla terra, di architetture per unire la terra al cielo e ogni altra opposizione, di artisti e cercatori di verità, di povera gente e di principi. Il cielo e il deserto, qui a Giza, si riflettono l’uno nell’altro e nel centro di un cerchio di pietre uno specchio accoglie ogni passante, per un istante, nell’abbraccio della storia che divora l’universo. Qui si svela il grande vuoto senza più nessuna guerra perché ogni popolo e ogni persona vi trovano incondizionatamente spazio per vivere e morire insieme. Il monumento ammonisce e mostra. Noi sapremo capire?”, Paolo Naldini, direttore di Cittadellarte.
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Il simbolo del Terzo Paradiso
Celebrato in tutto il mondo, Pistoletto esplora da tempo la cultura come strumento di trasformazione sociale attraverso la Fondazione Cittadellarte, nata a Biella nel 1998. Proprio 20 anni fa, sull’Isola di San Servolo a Venezia, nasceva un simbolo capace di cambiare il mondo, un simbolo universale essenziale per la nostra civiltà, un segno inciso nella terra, tracciato con un aratro, che oggi continua a parlare di responsabilità, equilibrio e futuro.
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Il Terzo Paradiso è la formula attraverso la quale l’artista ci offre l’opportunità di riconsiderare i cardini della nostra esistenza e ci chiama a una nuova responsabilità verso noi stessi, verso l’altro, verso la natura di cui facciamo parte, un messaggio di cui TeleAmbiente, oramai da anni ambasciatrice del Terzo Paradiso, si fa portavoce.
L’artista, pittore e scultore italiano, è intervenuto al convegno di TeleAmbiente “Disagi minorili, educare dalla culla al banco” presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati a Roma.
Michelangelo Pistoletto ha raccontato la creazione del Terzo Paradiso, il passaggio ad uno stadio inedito della civiltà per assicurarne la sopravvivenza: “Il simbolo del Terzo Paradiso è la formula della creazione. La sua formula mette tutti gli elementi che esistono nei due cerchi esterni, permettendo a quello interno, che è sempre vuoto, di produrre qualcosa che prima non esisteva. È il luogo della relazione, dell’incontro, della creazione. Il Terzo Paradiso è, quindi, un simbolo che raccoglie tutta la fenomenologia simbolica in qualcosa di scientificamente provato e reale, quindi veritiero”, afferma il Maestro. “Il Terzo Paradiso è il terzo stadio, quello in cui l’uomo riesce a mettere in perfetto equilibrio natura ed artificio, il primo e il secondo paradiso. È la terza fase dell’umanità. Tutto questo lo dobbiamo insegnare ai giovani ma dobbiamo prima impararlo noi”, ha concluso Pistoletto.


