Un test su 30 vini svela la contaminazione da PFAS e pesticidi

Un test su 30 vini svela la contaminazione da PFAS e pesticidi

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Vini, PFAS e pesticidi. La rivista svizzera Saldo ha testato 30 vini (di cui 10 italiani) scoprendo che ad essere più contaminato è il vino rosso.

Tra i piaceri della tavola rientra sorseggiare un buon calice di vino per accompagnare un pranzo, una cena o un aperitivo. Negli ultimi anni, però, è aumentata la preoccupazione sulla contaminazione da pesticidi e PFAS nei vini. Un report pubblicato lo scorso aprile dalla rete per la salvaguardia dell’ambiente PAN Europe, aveva lanciato l’allarme sul rapido aumento della presenza di TFA, una sostanza del gruppo PFAS, nei vini europei. Una contaminazione che dimostra quanto sia aumentato l’inquinamento da forever chemicals e da pesticidi nei terreni e nelle acque in Europa.

Una nuova indagine condotta dalla rivista svizzera Saldo ha analizzato 30 vini – 15 bianchi e 15 rossi – provenienti da Paesi diversi, per testare la presenza delle sostanze inquinanti. Le bottiglie da Italia, Francia, Svizzera, Spagna e Nuova Zelanda hanno fornito risultati chiari: nei vini rossi c’è una quantità nettamente maggiore di pesticidi rispetto ai bianchi, che ne erano quasi tutti privi.

Tra i peggiori, come riportato dalla rivista Il Salvagente, c’è il Pinot svizzero in vendita da Aldi, del marchio “Cave Belmur”: nei suoi campioni sono state rilevate tracce di 5 pesticidi, inclusi PFAS e fungicidi come il Fludioxonil, che potrebbero alterare la produzione di ormoni sessuali maschili.

Pesticidi nei vini italiani, i risultati del test

Anche i vini italiani sono finiti sotto la lente d’ingrandimento. Secondo le analisi della rivista svizzera, tra i bianchi privi di pesticidi e inquinanti eterni ci sono: Cesario Pinot Grigio di Sicilia del 2023 di Rutishauser Divino, Brunetti di Amerosa Bio Pinot Grigio Terre di Provinco, Villa Antinori Toscana e Bio Kult Griner Villenter del 2024.

Due bottiglie, invece, hanno mostrato tracce di fitofarmaci: Roero Arneis Margherita di Araldia vini e Roero Arneis Merica di Cascina Carossa.

La situazione cambia con i vini rossi, che sono risultati molto più contaminati. Dal test di Saldo, sono risultati “fortemente contaminati”, il Sedotto Puglia Primitivo Cantine Due Palme (Denner), il Primitivo di Manduria Divino Rutishauser (5 pesticidi e PFAS rilevati) e il Primitivo di Manduria di Giordano Vini (3 pesticidi e PFAS rilevati).

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