Eco-ansia: 3 giovani su 4 sono preoccupati per il Pianeta, ma sul riciclo in troppi ignorano ancora le regole di base. L’indagine di Skuola.net e Corepla rivela la conoscenza delle nuove generazioni sull’ambiente e la richiesta di maggiore informazione sul tema, soprattutto attraverso la scuola.
Le nuove generazioni si confermano sensibili ai temi ambientali e al riciclo dei rifiuti, ma il passaggio dalla teoria alla pratica rimane complesso. È quanto emerge dall’indagine condotta dal portale studentesco Skuola.net in collaborazione con Corepla su un campione di 2.500 ragazze e ragazzi tra i 16 e i 24 anni.
Il 74% della “Generazione Green” si dichiara preoccupata per la dispersione delle plastiche nell’ambiente e un ulteriore 21%, pur non allarmato ai massimi livelli, riconosce la necessità di impegnarsi per limitare il fenomeno. Solo il 5% dei giovani risulta del tutto immune alla cosiddetta “eco-ansia” nei confronti dell’inquinamento da plastica.
Secondo l’eco-pagella, nonostante la buona volontà i giovani vengono promossi nella teoria, ma bocciati nella pratica. Sulla conoscenza delle regole di base del riciclo, infatti, le certezze delle nuove generazioni vacillano: 1 giovane su 5 ammette di non avere informazioni sufficienti per riciclare nel modo corretto, mentre oltre il 55% si dice “solo parzialmente sicuro” delle proprie scelte. Solo il 25% del campione si sente davvero competente in materia di riciclo.
Per quanto riguarda le plastiche, il 70% sa che bottiglie e flaconi vanno svuotati, schiacciati e conferiti nella plastica. Quando si tratta di rifiuti più “articolati” la situazione cambia, come nel caso del polistirolo: solo il 39% degli intervistati sa che va gettato nel bidone della plastica, mentre 4 su 10 lo smaltiscono erroneamente nell’indifferenziato.
Quanto fotografato dall’indagine rivela che, nonostante l’impegno diffuso, la conoscenza approfondita delle regole di conferimento risulta ancora carente. I giovani però, hanno voglia di saperne di più: 8 su 10 si informano autonomamente su ambiente e riciclo.
Tra i mezzi più utilizzati in testa ci sono i social network (24%) poi i portali di informazione (18%), seguiti da fonti più tradizionali come scuola e università (14%) e famiglia (12%). A ritagliarsi una quota di interesse anche gli influencer specializzati in temi ambientali (7%).
La scuola però, viene vista come il luogo ideale per imparare a proteggere davvero l’ambiente, con il 22% degli intervistati che richiede una formazione più solida e continuativa, preferita alle campagne online (17%) o a iniziative dei media tradizionali, come radio e tv (16%).
“I dati dimostrano che i giovani hanno una forte coscienza ecologica, ma spesso mancano di informazioni pratiche per tradurla in azioni concrete. Per questo è fondamentale investire in progetti educativi mirati e in campagne di comunicazione chiare e accessibili”, ha spiegato Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net.
“L’interesse e la sensibilità delle nuove generazioni sono una risorsa preziosa – sottolineano da Corepla –Per questo, cerchiamo di accompagnarle con percorsi di educazione continua, dentro e fuori la scuola, per trasformare la buona volontà in comportamenti efficaci e consapevoli, a beneficio dell’ambiente e del futuro di tutti”.


