Il bilancio, al momento, parla di almeno nove morti e una dodicenne dispersa. Tuttavia, le abbondanti piogge persistono e la situazione potrebbe ulteriormente aggravarsi.
Si aggrava, con il passare delle ore, il bilancio del passaggio del tifone Kajiki nei Paesi del Sud-Est asiatico: sono almeno nove le vittime complessive. Un bilancio che purtroppo potrebbe essere solo momentaneo, dal momento che il tifone, dopo aver attraversato il Sud della Cina e il Laos, ha raggiunto il Vietnam e la Thailandia, con raffiche di vento fino a oltre 150 chilometri orari e abbondanti piogge, che hanno danneggiato diverse infrastrutture e provocato frane che in alcuni casi si sono rivelate fatali.
Stando ai bollettini ufficiali, non aggiornati in tempo reale, le vittime del tifone Kajiki in Vietnam sarebbero almeno sette, mentre altri due morti, insieme ad una dodicenne attualmente dispersa, sono stati registrati in Thailandia, dove sono diverse le frane, concentrate soprattutto nelle province settentrionali e in particolar modo nelle aree collinari e quelle nei pressi di corsi d’acqua del Chiang Mai. Diverse decine, invece, i feriti, anche se i dati sono incerti e frammentari.
Dopo i danni ingenti provocati dalle raffiche di vento nell’isola cinese di Hainan, il tifone, pur perdendo potenza, aveva raggiunto anche il Vietnam. Qui, nelle ultime ore, ha continuato a piovere copiosamente soprattutto sul Centro-Nord del Paese, con le aree a ridosso dei fiumi ancora fortemente a rischio inondazioni. La situazione sta precipitando anche in Thailandia, dove le precipitazioni sembrano non voler dare tregua agli abitanti, già provati dalle improvvise inondazioni delle ultime ore. I meteorologi prevedono pioggia anche per le prossime 24-48 ore, ed è anche per questo che le autorità nazionali e locali hanno invitato alla massima prudenza i cittadini, con la stagione delle tempeste che è appena iniziata.
Dal punto di vista climatico, la Thailandia è regolarmente colpita da abbondanti piogge nel periodo estivo, ma l’arrivo di tifoni e tempeste tropicali può sorprendere anche una popolazione abituata a convivere con eventi estremi. Molti climatologi insistono nel ribadire che il cambiamento climatico di origine antropica ha intensificato notevolmente i fenomeni meteorologici estremi, rendendoli sempre più devastanti e imprevedibili.


