Transizione green, qualità dell’aria, CO2, microplastiche – Tg Ambiente

Tabella dei Contenuti

In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Ue, nel 2024 il 32% del bilancio alla transizione green; 2) Qualità dell’aria, il Governo approva il nuovo piano di azione; 3) Heidelberg Materials, impianto di cattura stoccaggio Co2 in Norvegia; 4) Microplastiche, concentrazioni più alte nel vetro che nella plastica

In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress:

1) Ue, nel 2024 il 32% del bilancio alla transizione green: Il bilancio dell’Unione Europea nel 2024 ha ottenuto risultati positivi sulle priorità fondamentali e ha risposto efficacemente alle crisi. E’ quanto emerge dalla relazione annuale sulla gestione e il rendimento presentata dalla Commissione Ue. Nel 2024, tra i numerosi risultati conseguiti, il bilancio ha sostenuto le transizioni verde e digitale, ha contribuito a rafforzare le capacità di difesa dell’Unione, ha continuato a fornire sostegno all’Ucraina e ha contribuito a rispondere alla crisi umanitaria in Medio Oriente. Una quota significativa di questi risultati è stata resa possibile dalla revisione intermedia del bilancio a lungo termine dell’UE nel febbraio 2024, che ha incluso per la prima volta la revisione dei massimali di spesa. Circa il 32% del bilancio combinato dell’UE e di NextGenerationEU ha sostenuto l’azione per il clima, il 7,6% ha sostenuto la biodiversità, il 9,2% ha sostenuto la transizione digitale. Inoltre circa il 19% del bilancio dell’UE ha contribuito a promuovere la parità di genere. Nel 2024 la politica agricola comune ha contribuito a creare circa 200 000 posti di lavoro.

2) Qualità dell’aria, il Governo approva il nuovo piano di azione: Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo Piano di azione nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria. Il piano ha una dotazione complessiva di circa 2,4 miliardi di euro – di cui 1,7 miliardi stanziati dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase) – prevede interventi in quattro ambiti principali: dalla promozione di tecniche a minore impatto emissivo in agricoltura agli investimenti per la mobilità sostenibile; dalla promozione di impianti più efficienti nel riscaldamento civile fino a campagne di comunicazione mirate rivolte ai cittadini. Tra le misure più importanti, sono previsti 800 milioni di euro per incentivare la mobilità su percorsi casa-scuola e casa-lavoro, trasporto pubblico locale e sharing mobility e sconti per il cold ironing nei porti, ovvero l’elettrificazione delle banchine per ridurre le emissioni delle navi ferme. «È un piano ambizioso ma realistico – dichiara il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin che punta a conciliare tutela della salute, sostenibilità ambientale e compatibilità economico-finanziaria. Una risposta concreta alle sfide europee e un segnale chiaro ai cittadini e alle imprese: migliorare la qualità dell’aria è un impegno comune e non più rinviabile». Ogni anno in Italia, infatti, muoiono 15 mila persone per le emissioni inquinanti legate al comparto dei trasporti. Secondo i dati dell’Agenzia europea dell’Ambiente, l’Italia è ancora tra i primi posti tra i Paesi più inquinanti dell’Ue con 48.600 morti l’anno per inquinamento da pm2.5, 13.600 decessi prematuri da ozono O3 e 9.600 da biossido di azoto NO2. Alla guida del Piano è stata istituita una cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio, con rappresentanti di vari ministeri e regioni interessate. Le funzioni di monitoraggio e coordinamento sono affidate al Mase, in collaborazione con Ispra, e si prevedono controlli trimestrali sull’attuazione delle misure.

3) Heidelberg Materials, impianto di cattura stoccaggio Co2 in Norvegia: Heidelberg Materials ha inaugurato il nuovo impianto di Brevik, in Norvegia, il primo su scala industriale per la cattura e lo stoccaggio della CO2 nel settore del cemento. Brevik catturerà circa 400.000 tonnellate di CO2 all’anno, pari al 50% delle emissioni dello stabilimento. L’impianto fa parte del progetto Longship del governo norvegese, che sviluppa la prima catena europea su scala industriale del valore per la cattura, il trasporto e lo stoccaggio della CO2 proveniente da settori difficili da decarbonizzare. La CO2 catturata a Brevik sarà liquefatta e inviata a un terminale onshore sulla costa occidentale norvegese. Da qui sarà trasportata tramite conduttura offshore per essere stoccata permanentemente sotto il Mare del Nord.

4) Microplastiche, concentrazioni più alte nel vetro che nella plastica: Un recente studio dell’Agenzia francese per la sicurezza alimentare ha scoperto che le bevande contenute nelle bottiglie di vetro, presentano concentrazioni di microplastiche da cinque a cinquanta volte superiori rispetto a quelle nelle bottiglie di plastica o nelle lattine di metallo. Cruciale è il ruolo dei tappi. I ricercatori hanno osservato che la plastica presente nel rivestimento dei tappi si deteriora, soprattutto durante i processi di lavorazione e stoccaggio, rilasciando frammenti microscopici che finiscono poi all’interno delle bevande. Le dimensioni di queste particelle vanno da 0,1 micrometri fino a 5 millimetri. Secondo i dati della ricerca “Microplastic contaminations in a set of beverages sold in France”, in media, si trovano un centinaio di particelle di microplastiche per litro nelle bottiglie di vetro. Valori decisamente più bassi, invece, nelle bottiglie di plastica e nelle lattine. Nello specifico, le concentrazioni di microplastiche nelle bottiglie di acqua in vetro erano di circa 4,5 per litro mentre 1,6 nella plastica, ma le concentrazioni aumentano sensibilmente con altre bevande: 30 per litro per le bevande analcoliche, 40 per la limonata e fino a 60 particelle per litro nella birra imbottigliata in vetro. Dall’analisi di questi frammenti plastici è stato determinato che avevano la stessa forma e lo stesso colore del rivestimento di plastica presente sui tappi. Anche la composizione polimerica era la stessa, quindi i tappi erano sicuramente la fonte della contaminazione. Gli scienziati spiegano che, probabilmente, le microplastiche si staccano da minuscoli graffi (non visibili a occhio nudo) che si creano quando vengono stoccati i tappi per sigillare le bottiglie. Secondo una stima, ogni anno inaliamo e ingeriamo fino a mezzo chilogrammo di plastica. E sebbene gli effetti sulla salute siano ancora oggetto di studio, le prime evidenze scientifiche parlano chiaro: queste particelle possono favorire processi infiammatori, danni cellulari, e sono associabili a patologie come cancro e malattie cardiovascolari. Fortunatamente, una soluzione esiste. Gli stessi ricercatori suggeriscono un semplice intervento per ridurre fino al 60% la contaminazione: pulire i tappi con un getto d’aria e successivamente con acqua e alcol, prima dell’imbottigliamento.

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