Trentino, via libera alla caccia ai cinghiali con arco e frecce

Trentino, via libera alla caccia ai cinghiali con arco e frecce

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Via libera della Provincia Autonoma di Trento alla caccia ai cinghiali con arco e frecce. Piacenza (OIPA Italia): “Sconcertante”.

Arco e frecce, anziché armi da fuoco, per cacciare i cinghiali considerati i principali responsabili dei danni alle coltivazioni agricole. A proporre l’iniziativa sperimentale, che partirà nel 2027, è la Provincia Autonoma di Trento dopo l’aggiornamento della disciplina in materia di controllo degli ungulati. Secondo il provvedimento voluto dall’Assessore alle Foreste, Caccia e Pesca, Roberto Failoni, i fucili utilizzati per sparare ai grossi mammiferi possono spaventare altre specie animali durante la stagione riproduttiva. Da qui, quindi, l’idea di optare per arco e frecce. Per adoperare i due strumenti, però, le persone devono ottenere la qualifica di “controllore del cinghiale”.

Favorevole all’iniziativa è anche l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA). Il motivo? Oltre a garantire una maggiore certezza dell’identificazione dell’animale oggetto del prelievo, arco e frecce offrono meno invasività ambientale e più sicurezza passiva. E non finisce qui. Sì, perché, attraverso l’introduzione della modalità “controllo mirato”, il Corpo Forestale del Trentino-Alto Adige può avvalersi dell’aiuto dei cacciatori per il contenimento dei cinghiali.

Immediata la reazione degli ecologisti contro un progetto ribattezzato “Robin Hood”. “È sconcertante che, nel 2026, si possa anche solo ipotizzare di legittimare una proposta del genere contraria a ogni principio di civiltà. Chiediamo che venga ritirata senza esitazioni e che le istituzioni smettano di inseguire gli interessi di una minoranza dedita alla caccia, anziché adottare soluzioni realmente efficaci, etiche e basate sulle evidenze scientifiche“, dichiara il Responsabile Tutela Fauna Selvatica dell’Organizzazione Internazionale Protezione Animali (OIPA), Alessandro Piacenza.

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