Un progetto complesso e ambizioso nel cuore della Val di Non: l’innovazione e lo sviluppo consentiranno di raggiungere grandi obiettivi di sostenibilità come l’economia circolare e il risparmio di suolo. Merito di una partnership pubblico-privata e della collaborazione tra imprese come Tassullo e Trentino DataMine.
Un data center che sarà presto ospitato all’interno di una miniera attiva nel cuore della Val di Non, in Trentino. Sembra fantascienza, ma è l’ambizioso progetto denominato Intacture, attualmente in fase di realizzazione nell’ambito di un progetto ancora più esteso, quello di Tera, dove con un consumo di suolo minimo si ricavano spazi per depositare, nel sottosuolo, enormi scorte di prodotti tipici locali di eccellenza, come 40 mila tonnellate di mele del consorzio Melinda, oltre due milioni di bottiglie di vino spumante Altemasi Trento DOC di Cavit e 1.200 forme di Trentingrana.
Un ambiente ideale per la conservazione di diversi prodotti grazie alle sue condizioni atmosferiche, e che ora diventerà, grazie alla collaborazione tra due aziende come Tassullo e Trentino DataMine e ad una importante partnership pubblico-privata, anche un hub tecnologico per lo stoccaggio di dati. L’operazione garantirà il raggiungimento di importanti obiettivi su diversi fronti: economia circolare, risparmio di suolo, sicurezza, sostenibilità e innovazione di prossimità.
“Quello di Tera è un progetto straordinario, unico al mondo per il suo genere, perché coniuga economia circolare, sostenibilità e innovazione tecnologica. La sostenibilità non è solo un dovere, ma in questo caso diventa un’opportunità di rigenerazione e questo progetto prevede un partenariato pubblico-privato e vede la collaborazione tra le imprese del territorio, delle Università e delle istituzioni (provincia autonoma di Trento e sindaci del territorio). La cosa straordinaria è che questo progetto, partito da una miniera nel cuore della Val di Non, è riuscito a creare un laboratorio di idee, progetti e soluzioni scalabili. Il Trentino, proprio per la sua peculiarità e le sue dimensioni, funge spesso da progetti-pilota per altre realtà, e questo è davvero un progetto da cui partire per realizzare e generare nuovi hub a livello europeo sull’intelligenza artificiale, sulla cybersecurity e sulla transizione energetica che sempre più spesso ci viene richiesta per seguire le linee del Green Deal e della digitalizzazione” – il commento di Alessia Ambrosi, deputata di Fratelli d’Italia – “Aggiungo che circa venti giorni fa è stato approvato, alla Camera, anche il nostro disegno di legge delega sull’intelligenza artificiale. In quell’occasione presentai un ordine del giorno impegnando il governo affinché uno dei quattro gigafactory richiesti a livello di Unione europea venisse realizzato in Italia. E credo che un modello come Tera rispecchi perfettamente queste caratteristiche“.
“Trentino DataMine realizza, all’interno di queste miniere attive, il primo data center digitale europeo in sotterraneo. Abbiamo deciso di chiamare questo data center Intacture per evocare, anche nel nome, la natura, che è il contesto ambientale in cui viene a realizzarsi. Quindi non un data center urbano, bensì un data center in un contesto periferico, di prossimità rispetto al luogo dove il dato viene creato” – ha spiegato Dennis Bonn, consigliere delegato di Trentino DataMine Srl – “È realizzato all’interno della montagna, quindi lascia intatto il contesto ambientale sovrastante, boschivo e agricolo. È compatto, come la roccia dolomia che lo contiene, è schermato dalle onde elettromagnetiche ed è sostenibile in quanto, oltre a non consumare suolo essendo realizzato in sotterraneo per più dell’80% della sua superficie, avrà anche dei consumi di energia e di acqua decisamente inferiori rispetto a quelli tradizionali. Inoltre, il resto dell’energia che viene consumata per mantenere il funzionamento delle macchine, sarà prodotto da fonti rinnovabili“.
“Oggi abbiamo avuto l’onore di presentare il progetto Tera in un contesto prestigioso come la Camera. Tera è l’ecosistema minerario che racchiude tutti i progetti: Tassullo, Intacture, Melinda, Trentingrana e Cavit, che all’interno di questa miniera trovano residenza e hanno sfidato il sottosuolo per portare qualcosa di innovativo, trovando all’interno di una miniera attiva la possibilità di sfruttare caratteristiche uniche (temperatura, sicurezza e stabilità dei luoghi) a beneficio del proprio processo produttivo. Oggi abbiamo presentato un caso di studio che all’interno di Tera prenderà piede a partire dal prossimo anno che è il data center di Intacture” – il punto di Roberto Covi, CEO di Tassullo – “Parliamo di un sito che ha 15 km di gallerie ma che incide solo per il 5% di tutta la superficie disponibile, quindi una miniera attiva che parla di futuro. Abbiamo tantissimi altri progetti su cui stiamo lavorando e che crediamo potranno, in futuro, trovare residenza all’interno di questo spazio straordinario che sta prendendo forma su più livelli nel sottosuolo. Crediamo fermamente, con il progetto Tera, di poter attivare una risorsa oggi non sfruttata come lo spazio sotterraneo, molte attività potrebbero beneficiare di un luogo così unico e straordinario. Siete tutti invitati a venire a trovarci e a vederlo con i vostri occhi perché la visita è davvero emozionante“.


