Impresa eccezionale in Turchia, atterraggio e decollo da un treno in movimento

Impresa eccezionale in Turchia, atterraggio e decollo da un treno in movimento

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Impresa da Guinness in Turchia. Il pilota acrobatico italiano Dario Costa ha atterrato (alla cieca) e decollato da un treno in movimento. L’impresa, senza precedenti ha visto il 44 enne, non nuovo ad imprese al limite, posarsi e ripartire in decollo verticale da un treno merci lanciato a 120 km/h.

In Turchia è andata in scena un’impresa senza precedenti.
L’atleta Dario Costa ha scritto di nuovo una pagina di storia dell’aviazione con una doppia manovra mai tentata prima al mondo: ai comandi del suo aereo acrobatico, si è posato su un treno merci in movimento alla velocità di 120 km/h, per poi decollare nuovamente dalla stessa piattaforma, ricavata su un vagone container.

Train Landing, questo il nome del progetto, è stato il risultato di mesi di analisi ingegneristiche, simulazioni, preparazione al volo e studio di protocolli di sicurezza, per raggiungere il massimo coordinamento tra sincronizzazione delle velocità, controllo aerodinamico, allenamento cognitivo e precisione millimetrica nelle tempistiche.

Impresa eccezionale in Turchia, atterraggio e decollo da un treno in movimento, foto atterraggio

Analisi approfondite e studi sul campo hanno infine individuato Afyonkarahisar, come località ideale per le caratteristiche dell’infrastruttura ferroviaria (con un tratto rettilineo di 2,5 km di binario), le condizioni operative e la morfologia della zona, tali da consentire l’esecuzione dell’impresa in un ambiente controllato e sicuro.

Il commento del pilota Red Bull, Dario Costa: “L’esperienza di questo progetto è stata stressantissima, difficilissima, ma allo stesso tempo è stata una soddisfazione incredibile”.

“Siamo riusciti ha dettoa mettere insieme per la prima volta nella storia, aeroplano e treno, uno è il mezzo di trasporto motorizzato più antico, l’altro è il più moderno. La parte più difficile è stata sicuramente l’accettare di atterrare alla cieca, senza riuscire a vedere niente, questa sicuramente è stata la parte mentalmente più difficile”.

“Quando mi avvicinavo alla pista in movimentoha spiegato Dario Costal’aria cambiava continuamente quindi dovevo cambiare il mio modo di volare con l’aeroplano, le correzioni da piccole, diventavano più ampie e dovevo riuscire a governarlo all’interno di quello spazio che è minimo, avevo qualche centimetro, a destra e a sinistra e davanti a me”.

“Allo stesso modo ha aggiuntoabbiamo dovuto imparare a far volare l’aeroplano in modo efficiente ad una velocità bassissima perché il treno, purtroppo, non poteva andare a più di 120 km all’ora, che per un aeroplano come questo è veramente una velocità molto bassa. Poi, abbiamo anche imparato quello che accade su un vagone di un treno, quindi tutte le turbolenze, come l’aria cambia, rallenta moltissimo, quindi la transizione tra l’aria calma e lo strato limite del treno, che ha un impatto sicuramente molto diverso”.

L’idea è nata dopo il progetto ‘Tunnel Pass’ del 2021 in cui Costa ha compiuto un volo radente attraverso due gallerie autostradali nei pressi di Istanbul.

“Il progetto del Tunnel e questo del treno – ha sottolineato Dario Costasono simili per alcuni punti di vista, ma sono anche molto diversi per altri. La similitudine è che sono entrambi progetti che richiedono preparazione mentale, fisica, di pilotaggio e scientifica ad un altissimo livello, non si può lasciare nulla al caso. Sono entrambi progetti che, senza una squadra dietro, come quella che ho io, non si possono realizzare, però nel tunnel, dal primo attimo in cui ho iniziato a muovere le ruote, non avevo più una via di fuga”.

Impresa eccezionale in Turchia, atterraggio e decollo da un treno in movimento, abbraccio

Alle parole di Costa sono seguite quelle del consulente aeronautico Filippo Barbero che ha ribadito quali sono state le criticità maggiori: “C’erano diversi aspetti critici. Dovete immaginare che Dario, a causa della conformazione dell’aeroplano ed anche dell’assetto che ha in atterraggio, circa 8 gradi a muso alto, non è in grado di vedere il treno. Probabilmente l’aspetto più complicato era proprio questo qua dell’allineamento”.

“Durante un progetto così al limite – ha concluso Filippo Barbero – non c’è spazio per le emozioni e sono rimasto sempre concentrato. Ho lavorato tante volte con Dario, in passato, e, molto spesso, solo lontano dell’azione ci siamo resi conto veramente, di cosa abbiamo fatto”.

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