Catturati illegalmente e trasportati in condizioni critiche, i cardellini, verdoni e fringuelli recuperati al porto di Pozzallo erano destinati a Malta, dove il mercato dell’avifauna è particolarmente fiorente. Denunciato il responsabile, un cittadino maltese: il profitto illecito stimato sarebbe di oltre 400 mila euro.
Un ingente traffico illegale di uccelli, provenienti dall’Italia e destinati a Malta, dove c’è un fiorente mercato di avifauna, è stato sgominato dalla Guardia di Finanza di Ragusa, dal Reparto Operativo Aeronavale (ROAN) di Palermo e dai funzionari dell’Agenzia delle dogane della Sezione Operativa di Pozzallo. Negli spazi doganali del porto, infatti, erano stati scoperti ben 2.867 esemplari tra cardellini, verdoni e fringuelli, trasportati in precarie condizioni igienico-sanitarie con rischi non solo per la sopravvivenza degli stessi uccelli, ma anche per la salute pubblica.
Quegli uccelli, tutti intorno ai due mesi di vita, erano trasportati, rinchiusi in gabbie di plastica nascoste in alcuni scatoloni, all’interno di uno scompartimento refrigerato a una temperatura di -2°C, allo scopo di ridurne temporaneamente le funzioni vitali e occultarne meglio la presenza. Senza considerare, oltretutto, lo spazio insufficiente e le scorte limitate di acqua e cibo. Se non fossero stati intercettati, gli animali, che sul mercato a Malta avrebbero fruttato oltre 400 mila euro, sarebbero probabilmente morti a diverse centinaia nel corso del viaggio.
A trasportare gli uccelli, un uomo di nazionalità maltese, ora denunciato per furto, ricettazione, abbandono di animali e uccisione, distruzione, cattura, prelievo, detenzione di esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette. Dopo il sequestro, i veterinari dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa hanno concesso il nulla osta alla liberazione degli uccelli, poi disposta dalla locale Procura della Repubblica. Tutte quelle diverse specie sono state riportate quindi nel loro habitat naturale, nella suggestiva cornice dell’area faunistica protetta del Pantano Cuba-Longarini di Ispica.


