All’amaro commento dello scrittore e giornalista ha replicato il deputato del Pd Stefano Vaccari: “Oggi abbiamo leggi più stringenti, le battaglie non sono state inutili e siamo dal lato giusto della storia”.
Boss della camorra scarcerati per decorrenza dei termini della custodia cautelare e confische annullate a chi avvelenò la Terra dei Fuochi per un decreto depositato troppo tardi. Due notizie che dovrebbero far indignare tutta Italia, ma che sono passate praticamente sotto silenzio, se non fosse per l’indignazione di chi contro la criminalità organizzata e i reati ambientali ha messo tutto se stesso. Tra le più autorevoli delle (poche) voci di dissenso, c’è anche Roberto Saviano, che commenta amaramente sia la scarcerazione di quindici imputati di camorra che l’annullamento della confisca dei beni mobili e immobili (pari a 200 milioni di euro complessivi) ai fratelli Cuono, Giovanni e Salvatore Pellini, imprenditori del settore dei rifiuti condannati con sentenza definitiva per traffico illecito di rifiuti e disastro ambientale nell’area di Acerra.
La scarcerazione del clan Moccia
Sono quindici gli imputati, accusati di far parte del clan camorrista dei Moccia, rimessi in libertà per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Una notizia risalente a una settimana fa, ma non sorprendente, dal momento che già nel marzo 2023 la Procura di Napoli aveva avvertito del rischio. Poco più di un anno dopo, gli stessi pm avevano chiesto di tenere un numero maggiore di udienze, eventualmente anche di sabato, ma senza successo, poiché lo stesso Tribunale di Napoli doveva affrontare diversi procedimenti, tra cui un altro maxi processo di camorra. Gli imputati scarcerati hanno visto imporsi misure alternative (dal divieto di residenza in Campania o nel Lazio, al divieto di uscire di casa nelle ore notturne), ma intanto la Corte di Appello e la Procura diretta da Nicola Gratteri stanno cercando di capire cosa sia esattamente successo prima di valutare ricorsi al Riesame o in Cassazione contro le scarcerazioni.
Terra dei Fuochi, confisca annullata ai Pellini
I tre fratelli Pellini, imprenditori del settore dei rifiuti, erano stati condannati a sette anni per disastro ambientale dopo aver sversato, nelle campagne di Acerra, fanghi industriali, solventi, polvere di fonderia, vernici, piombo, arsenico, cadmio e idrocarburi. Dopo la condanna, la Corte d’Appello di Napoli aveva disposto anche la confisca di beni per 200 milioni di euro, la cifra ritenuta il profitto illecito dei vari reati ambientali. Ora, però, la Corte di Cassazione ha annullato quel decreto, poiché il provvedimento di secondo grado era stato depositato oltre i 18 mesi previsti dalla legge, e questo costituisce un vizio formale di tardività.
Saviano: “Vent’anni di lotte inutili”
Roberto Saviano, ripensando agli attivisti di ieri e di oggi, in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera non nasconde tutta la sua amarezza. “Penso ai ragazzi che presidiano le autostrade, a Ultima Generazione e a chi, macchiando simbolicamente i monumenti, rischia il carcere pur di attirare l’attenzione pubblica, nella speranza che l’opinione pubblica si accorga del disastro ambientale e che persino le grandi società sentano la pressione. Mi rivolgo a loro perché c’è stato un tempo, nel Sud Italia, in cui per anni si è inquinato e distrutto il territorio” – spiega lo scrittore – “Allora avevo la loro età e ciò che accadeva era semplice: le aziende di tutta Italia dovevanno smaltire rifiuti tossici e speciali, e quel costo pesava sui bilanci. Così arrivava la criminalità organizzata: fingeva smaltimenti legali, produceva documenti apparentemente in regola, sollevava i clienti da ogni responsabilità e avvelenava le campagne. Immaginiamo uno smaltimento di fanghi industriali contaminati da metalli pesanti considerati rifiuti tossici, con un costo legale di smaltimento che varia da 250 a 400 euro a tonnellata. I Pellini o le aziende simili invece facevano 40-80 a tonnellata, perché li facevano sparire illegalmente, non li trattavano“.
Il giornalista e scrittore ripercorre anche la vicenda giudiziaria (e non solo). “Ci sono stati vent’anni di lotte: processi, presìdi, ricerche, tentativi di dimostrare che fosse vero. Poi arrivò un processo, importante e cruciale, a carico dei Pellini, che all’inizio hanno beneficiato dell’assenza di leggi incisive. Se sversavi tonnellate di rifiuti pericolosi in un ex frutteto, prendevi una multa e guadagnavi come se stessi trafficando eroina” – spiega ancora Roberto Saviano – “La Direzione distrettuale antimafia di Napoli capì e ricostruì che i tre erano l’ultimo tratto di una filiera immensa di aziende del Nord che scaricavano i propri rifiuti al Sud. Le indagini furono difficilissime, tra giri di bolle e passaggi di carta che rendevano opaca la tracciabilità e la necessità di capire dove avessero sversato loro e dove i loro concorrenti. Complicatissimo. Ma ci fu una condanna importante, con pena definitiva, nel 2017“.
Roberto Saviano ha poi ricordato come, secondo i dati di ISDE – Medici per l’Ambiente, ad Acerra nel periodo 2013-2018 c’è stata un’incidenza di casi di tumore quasi doppia rispetto alla media nazionale. “Cifre che non spiegano tutto, perché l’epidemiologia richiede cautela e correlazioni robuste. Il gruppo dei Pellini paradossalmente non era tra i più ‘vincenti’ del settore. I soldi dei rifiuti diventano poi giornali, alberghi, quote di imprese, influenza politica. Poi dopo anni arriva il dissequestro e il maldestro tentativo di fermarlo” – aggiunge l’autore di Gomorra – “Ciò che ha dato la libertà a Moccia e rischia di ridare i soldi ai Pellini dimostra che questi vent’anni sono stati illusione. Spreco. Fatica. Parlo ovviamente per me: non siamo riusciti a costruire una classe dirigente politica nuova. La credibilità su questi temi è scomparsa. Tutto è sembrato un gioco retorico, eppure ci abbiamo creduto in molti. Penso ai ragazzi e rifletto su questi fallimenti: è valsa la pena combattere, perdere quello che si è perso? Non lo so. […] La guerra che abbiamo fatto noi era una lotta dannatamente giusta che sognava la liberazione dal capitalismo criminale e dall’intombamento dei rifiuti. Il risultato, però, è quello che vediamo oggi. Questa massa di milioni fatti avvelenando la terra e in procinto di essere restituiti sono una sconfitta definitiva di quel movimento che provò a fermare l’orrore dell’avvelenamento, che non ha smesso di esistere e anzi continua, tra l’altro, in gran silenzio. Vorrei dire anche io addio a tutto questo, addio a una vita buttata in queste battaglie, e addio anche alla Terra dei Fuochi, di cui nessuno si occupa più. È stato tutto inutile“.
Vaccari (Pd): “Siamo dalla parte giusta”
In un post sui propri account social, Roberto Saviano ha poi aggiunto: “La Cassazione ha annullato la confisca, non perché innocenti, ma per un vizio formale: la sentenza d’appello era stata depositata troppo tardi. La Procura ha provato a rimediare con un nuovo sequestro, ma incombe il rischio di un altro annullamento. Una pezza su un errore madornale. Intanto, i medici segnalano ad Acerra un’incidenza tumorale molto superiore alla media nazionale. E c’è chi, come De Luca, arriva a sostenere che il problema sia ‘tutto un’invenzione’, che ‘la Terra dei Fuochi è il territorio più monitorato d’Italia’ e che ‘solo l’1% è contaminato’. È stato tutto inutile“.
All’amarezza e alla rabbia di Roberto Saviano ha voluto però rispondere Stefano Vaccari, deputato del Pd e capogruppo in Commissione Ecoreati. Che riflette così: “Mafia, criminalità e rifiuti tossici hanno seminato morte e rabbia tra la popolazione inerme della Terra dei Fuochi. Ora si registra anche un grossolano pasticcio giudiziario, una decisione della Cassazione dovuta al ritardo nel deposito del provvedimento di confisca. Resterebbe da chiedersi se aver oltrepassato i 18 mesi può essere solo disattenzione o sciatteria. La stessa che ha portato, qualche giorno prima, alla scarcerazione del boss Moccia per decorrenza dei termini“.
“Eppure, l’affermazione della legalità si sta imponendo con forza e alla rassegnazione di fronte a questi errori giudiziari si contrappone la piena consapevolezza di quanti, la maggioranza, si battono per affermare giustizia e trasparenza. Lo diciamo in particolare a Roberto Saviano. No, caro Saviano, non possono due casi negativi portare a considerare vane le battaglie legali e civili di questi anni” – ha poi commentato il deputato Pd e segretario di presidenza della Camera – “Hanno portato il Parlamento ad adottare misure più stringenti e a mettere all’angolo i criminali sfruttatori dell’ambiente e delle vite di migliaia di cittadini campani. Certo il percorso non è chiuso ma l’ultima spallata va data tutti insieme e sappiamo caro Saviano di poterti trovare insieme ad una moltitudine di persone, amministratori, forze dell’ordine e magistrati dalla parte giusta della storia“.


