L’Ue deve approvare la nuova PAC 2028-2034. L’affondo del deputato, vicepresidente della Camera e già ministro dell’Ambiente: “L’Italia non può accettare simili condizioni, in Europa noi voteremo contro”.
Una Politica agricola comune rivista nettamente al ribasso, a cominciare dal punto di vista delle ambizioni. L’Unione europea, con la nuova Commissione guidata sempre da Ursula von der Leyen, deve discutere e approvare la nuova PAC, ma dal punto di vista ambientale si registrano netti passi indietro rispetto alla scorsa legislatura europea. A denunciare tutte le criticità della riforma che il Parlamento europeo si appresta a votare è Sergio Costa, deputato del Movimento 5 Stelle, vicepresidente della Camera e già ministro dell’Ambiente.
“In questo momento, l’Unione europea sta discutendo la nuova Politica agricola comunitaria per chiuderla al più presto, però questa nuova PAC, così come è stata proposta da Ursula von der Leyen, vuol dire sostanzialmente tagliare tutti i progetti Life. Si tratta di progetti di tutela ambientale che io, da ministro dell’Ambiente, feci raddoppiare a livello europeo e che vedono l’Italia come Paese che più li utilizza in tutta Europa. Sono progetti che la pubblica amministrazione e le associazioni possono vedere direttamente sul territorio, che vanno dalla tutela delle foreste a quella degli animali. E sono stati azzerati totalmente” – ha spiegato il deputato del Movimento 5 Stelle, vicepresidente della Camera e già ministro dell’Ambiente – “Come se non bastasse, sono stati ridotti consistentemente, fino al 35%, tutte le politiche ambientali agricole: dall’agroecologia al bio, tutto è stato ridotto. Non si parla più dei sussidi ambientalmente dannosi, che possono essere trasferiti e modificati in sussidi ambientalmente favorevoli: significa che chi inquina, continuerà a inquinare, e chi potrebbe essere aiutato a non inquinare, non verrà aiutato“.
“Inoltre, è stato tagliato il sostegno agli agricoltori in una politica agricola particolarmente vocata per le attività ambientali: in pratica, tutto ciò che riguarda le pratiche di tutela del terreno da un sovrasfruttamento, dall’uso dei pesticidi, oppure parlando di siepi, corridoi floricoli e apicoltura, viene compresso ancora di più da questa PAC” – ha aggiunto Sergio Costa – “Tutto questo non va bene: i fondi non vengono tolti per una progettazione ambientale, bensì vengono destinati al riarmo. Tutti i miliardi risparmiati andranno a comprare armi, ditemi voi se l’Italia può accettare questa politica europea in silenzio. Per noi è assurdo, come Movimento 5 Stelle voteremo contro, siamo assolutamente contrari a questa politica, totalmente cieca rispetto alle necessità di un territorio importante come l’Italia nel campo della politica agricola ambientale e di quella che deve essere la tutela dell’ambiente“.


