venezuela nicolas maduro usa donald trump

Gli Usa attaccano il Venezuela, sequestrato Maduro

Tabella dei Contenuti

Nella notte tra venerdì 2 e sabato 3 gennaio, Caracas e altre regioni limitrofe del Venezuela sono state attaccate con pesanti bombardamenti dagli Stati Uniti. Trump ha annunciato di aver catturato il presidente venezuelano e sua moglie, pronti per essere portati negli Usa e processati. 

Dopo mesi di minacce e attacchi mirati a bassa intensità in mare, è partito l’attacco su vasta scala degli Usa al Venezuela, su ordine esplicito del presidente Donald Trump. Caracas è stata bombardata in piena notte, insieme ad altre regioni limitrofe, e il presidente statunitense ha annunciato anche di aver catturato il suo omologo venezuelano, Nicolás Maduro, arrestato nel sonno insieme alla moglie, e che è stato rapidamente portato negli Stati Uniti per essere processato a New York, con l’accusa di narcoterrorismo. Un attacco così massiccio, per quanto mirato, ha inevitabilmente causato un elevato numero di morti e feriti, anche tra la popolazione, ma le cifre precise sono al momento ignote.

 

I primi attacchi avevano riguardato obiettivi strategici e militari come la base aerea Generalísimo Francisco de Miranda (nota anche come La Carlota), il palazzo presidenziale di Miraflores, il Ministero della Difesa, il Parlamento venezuelano e il Cuartel de La Montaña, dove si trova il mausoleo dedicato a Hugo Chavez. Nicolás Maduro aveva subito dichiarato lo stato d’emergenza, poi sarebbe avvenuta la sua cattura. L’intento di rovesciare il regime chavista, da parte degli Stati Uniti, appare chiarissimo e risponde ad una logica ben precisa.

 

Dopo mesi di attacchi mirati in mare, ufficialmente per stroncare il narcotraffico, gli Stati Uniti stanno dimostrando benissimo quali siano i reali obiettivi di Donald Trump: far cadere Maduro per favorire un nuovo governo ‘amico’. Mentre Giorgia Meloni segue da Antonio Tajani gli sviluppi degli attacchi sul Venezuela, il ministro degli Esteri ha confermato che i bombardamenti puntano proprio a rovesciare il regime di Maduro. Non c’è solo il fine di instaurare un governo di segno opposto a quello chavista, ma anche e soprattutto quello dello sfruttamento delle risorse venezuelane, in primis quelle petrolifere.

 

Il petrolio viene esportato dal Venezuela in primis in Cina, ma è proprio delle ricche scorte di petrolio pronte per essere venduto agli Stati Uniti che aveva parlato, recentemente, la dissidente di destra Maria Corina Machado, che vive in esilio ed era stata insignita del Premio Nobel per la Pace nel 2025. Ed è proprio questo, ben oltre il narcotraffico e l’abbattimento del chavismo, il vero motivo del contendere.

 

 

Donald Trump ha definito l’operazione che ha portato alla cattura di Maduro “brillante, con una buona pianificazione e truppe eccellenti“. Il presidente statunitense ha poi annunciato che maggiori dettagli verranno forniti nel corso di una conferenza stampa che si terrà a Mar-a-Lago alle ore 11 locali, le 17 in Italia. Nel frattempo Marco Rubio, segretario di Stato Usa, ha spiegato che dopo la cattura di Maduro non ci saranno altre operazioni militari statunitensi in Venezuela.

Pubblicità
Articoli Correlati