Vinitaly, dal 6 al 9 aprile a Verona in mostra il patrimonio vitivinicolo italiano

Vino, tra dazi e crescita record (8,1 miliardi di export). Al Vinitaly si cercano nuove vie

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Non bastavano i dazi, anche l’aumento dei costi e l’apposizione di etichette europee che avvisano sui rischi legati al consumo di alcol costituiscono, secondo i produttori, una minaccia al settore vitivinicolo.

Verona ospita la più grande fiera dedicata al vino; Vinitaly. Qui si è molto parlato delle prospettive per i produttori italiani ed europei. E pensare che nel 2024 il settore dell’export ha fatto segnare un nuovo record con 8,1 miliardi di fatturato e il 5% in più rispetto all’anno precedente. I dazi tanto temuti sono stati imposti dagli Stati Uniti e su questo fronte c’è poco che si possa fare nel breve periodo, salvo clamorosi ripensamenti.

Coldiretti diffonde i dati di un sondaggio realizzato da Ixé in cui emerge la contrarietà dei consumatori alle etichette definite allarmistiche sui danni legati al consumo di alcol. Il 79% degli intervistati si dice contrario alle etichette. In linea con Coldiretti è anche il Masaf,“Dobbiamo proteggere e promuovere la qualità delle nostre produzioni” è il messaggio mandato dal ministro Francesco Lollobrigida per l’inizio della 57esima edizione di Vinitaly.

Produzione, protezione e promozione sono i tre elementi sui quali punta il ministero per sostenere il settore. Tra le misure adottate dall’Unione europea per sostenere l’apertura di nuovi mercati vi è la proposta di rinominare i vini a basso o nullo contenuto alcolico al fine di creare uno standard unico con cui presentarsi sui mercati internazionali con popolazione a maggioranza musulmana.

Altro elemento contro cui lottare è l’italian sounding ovvero la vendita di prodotti con nomi che richiamano gli originali in italiano pur non avendo nulla del made in Italy. il ministro Lollobrigida ha presentato proprio a Vinitaly nuove etichette con bandiera italiana che dovranno servire per provare l’origine del prodotto e consentire ai consumatori di non cadere in inganno acquistando prodotti taroccati: “La persona che acquista – ha dichiarato il ministro all’agenzia Ansa – potrà decidere se farsi ‘fregare’ oppure invece continuare a comprare italiano e comprare qualità, benessere, difesa dell’ambiente, difesa del lavoro e tutto quello che rappresenta la nostra realtà”.

Ma il patrimonio vitivinicolo italiano va protetto anche per salvaguardare il territorio. Come sottolineato da Coldiretti: “Se i vigneti italiani scomparissero, una superficie grande quasi quanto il Friuli Venezia Giulia rimarrebbe abbandonata al degrado e alla cementificazione, aumentando i rischi di dissesto idrogeologico e facendo venire meno un sostegno fondamentale per l’economia dei territori, anche dal punto di vista occupazionale.

Entra nel vivo a Verona l’edizione 2025 di Vinitaly. La cinquantasettesima edizione vede produttori e amanti del vino provenienti da tutta Italia condividere l’amore per il vino e la scoperta di nuove frontiere del settore. Sullo sfondo di questa edizione pesa, innegabilmente, il rapporto con gli Stati Uniti e l’imposizione dei dazi all’alcol europeo.

Quest’anno sono state allestite diverse aree tematiche come Vinitaly Bio, Vinitaly Mixology, Micro Mega Wines, International Wine Hall, Vinitaly Tasting ed Xcellent Beers.

 

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Presente con un proprio spazio all’interno dell’area espositiva del Palaexpo, riservata al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) anche l’Ismea, Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare. L’Istituto presenta le proprie attività ed è a disposizione degli operatori, offrendo supporto con dati e analisi di settore. “In aggiunta alle attività di front office, ISMEA promuoverà degli appuntamenti nell’area talk dello spazio MASAF,tra questi si evidenzia il 7 aprile, alle ore 16:45, si terrà del convegno “Il Comitato Nazionale Vini DOP e IGP e il suo ruolo nel nuovo scenario di mercato”, dedicato all’evoluzione del sistema delle denominazioni.

Un focus della manifestazione sarà dedicato all’enoturismo. Fenomeno in espansione che permette di scoprire i segreti del vino nel luogo in cui viene realizzato. Vinitaly Tourism debutta con 64 cantine, 16 buyer tra tour operator, agenzie di viaggio, online travel agency selezionati da Veronafiere “provenienti da Stati Uniti, Germania, Spagna e Italia e 174 matching b2b in formato speed date già calendarizzati.” «La crescita dell’enoturismo registrata negli ultimi anni in Italia ci restituisce la fotografia di un patrimonio ancora inespresso nelle sue complessive potenzialità – spiega il direttore generale di Veronafiere, Adolfo Rebughini –.  Vinitaly Tourism intende essere la leva fieristica per lo sviluppo del turismo dei territori del vino e, quindi, delle aziende del nostro Paese. Vinitaly è da sempre il baricentro delle tendenze. L’inserimento di questa nuova area nel palinsesto della manifestazione accelera un piano di programma che, nei prossimi anni, potrà approdare anche nei nostri eventi internazionali».

Anche Confagricoltura è presente con un suo stand di 550 metri quadri. Tra gli appuntamenti di rilievo spiccano il faccia a faccia tra il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, e il presidente dell’ICE, Matteo Zoppas, dedicato agli scambi commerciali internazionali, i dazi e gli accordi che interessano il settore agroalimentare italiano. Focus anche sul vino dealcolato tra legislazione e opportunità di mercato. “Le degustazioni attraversano l’Italia da Nord a Sud e sono curate dalle Unioni provinciali di Confagricoltura insieme all’AIS. Presente anche l’Associazione Piscicoltori Italiani con assaggi di caviale e novità dell’acquacoltura nostrana.”

Il padiglione Emilia-Romagna ospiterà uno stand dedicato al Parmigiano Reggiano. Durante l’inaugurazione verrà aperta una forma di Parmigiano Reggiano e durante la Fiera sarà possibile apprezzare diversi abbinamenti del formaggio con i vini di Cantine Florio, Cantine Intorcia, Consorzio Franciacorta, Consorzio Tutela Lambrusco e Consorzio Tutela Vini Valpolicella.

A Vinitaly sarà inoltre possibile assaggiare i prodotti di ben otto caseifici presenti a rotazione: “Si tratta di otto dei 51 caseifici di tutte le province della zona di origine (Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna alla sinistra del fiume Reno e Mantova alla destra del Po) che parteciperanno all’edizione primaverile di Caseifici Aperti (sabato 12 e domenica 13 aprile), l’appuntamento che due volte all’anno offre a tutti la possibilità di partecipare e immergersi nella produzione della Dop, con visite guidate alla lavorazione e nei magazzini di stagionatura, la possibilità di acquistare la Dop direttamente dalle mani dell’artigiano che l’ha creata e un ricco ventaglio di attività.”

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