WANE, il reportage alla scoperta della biodiversità

WANE, il reportage alla scoperta della biodiversità

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A “Sulla Via della Natura”, rubrica di “A Tutto Mondo”, in onda ogni martedì, alle 21:00, su TeleAmbiente, la giornalista, naturalista e politologa Valeria Barbi presenta il suo reportage “WANE – We Are Nature Expedition”, realizzato assieme al fotografo e videomaker Davide Agati.

Api che si posano sui fiori dei prati, orsi che si nascondono tra gli alberi dei boschi e delfini che saltano tra le onde del mare. La biodiversità rappresenta la ricchezza di vita del pianeta Terra. Giorno dopo giorno, però, cambiamenti climatici, inquinamento e perdita di habitat stanno portando sempre più specie animali e sempre più specie vegetali verso l’estinzione. L’uomo è ancora in tempo per invertire la rotta verso un Globo più sostenibile?

A “Sulla Via della Natura”, rubrica di “A Tutto Mondo”, in onda ogni martedì, alle 21:00, su TeleAmbiente, la giornalista, naturalista e politologa Valeria Barbi presenta il suo reportage “WANE – We Are Nature Expedition”, realizzato assieme al fotografo e videomaker Davide Agati: “Questo progetto nasce per affrontare sia la crisi della biodiversità, a mio parere ancora un po’ ignorata, sia la crisi della comunicazione. Nel mio lavoro, infatti, mi sono spesso resa conto che quando parliamo di diversità biologica, di biodiversità appunto, le persone non addette al settore non riescono a cogliere quanto essa sia legata alla loro stessa sopravvivenza sul pianeta Terra. Da qui, dunque, l’ideazione del reportage “WANE – We Are Nature Expedition” per spiegare effettivamente l’impatto delle attività umane sulla ricchezza di vita del Globo. Attraverso storie e solidi dati scientifici, io e Davide Agati raccontiamo anche la coesistenza possibile tra l’essere umano e le altre specie“.

Tra le ultime destinazioni visitate dai due professionisti, l’Amazzonia. Ma qual è lo stato di salute del polmone del pianeta Terra?

Purtroppo, e mi dispiace forse dare una risposta scontata, l’Amazzonia non sta bene. Al momento sappiamo che ogni secondo si abbattono circa sette alberi. Una cifra enorme. La buona notizia, però, è che c’è ancora tempo per recuperare. Quello che sappiamo è che l’Amazzonia è vicino al “tipping point”, cioè al cosiddetto “punto di non ritorno”, raggiungibile tra 15-30 anni. Tutto dipenderà, quindi, dalle nostre future azioni. Nel frattempo, io e Davide Agati siamo appena tornati dal nuovo reportage “Radici nella corrente. Vivere e resistere lungo i fiumi dell’Amazzonia”. Abbiamo scoperto che la presenza delle popolazioni lungo le sponde di questo polmone del pianeta Terra gioca un ruolo fondamentale. Il motivo? Il solo fatto di esserci riesce a contenere le attività umane più impattanti per lo stesso enorme bacino amazzonico”, conclude Valeria Barbi.

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