Giornata della Terra, a pagare il costo della crisi climatica quasi 1,2 miliardi di bambini

Giornata della Terra, a pagare il costo della crisi climatica quasi 1,2 miliardi di bambini

Tabella dei Contenuti

In occasione della Giornata della Terra, UNICEF lancia l’allarme: “Quasi la metà dei 2,4 miliardi di bambini esposti a shock climatici e ambientali”.

Dal 1970, il 22 aprile di ogni anno si celebra la Giornata mondiale della Terra, un’occasione in cui riflettere – ancora di più – sull’innegabile crisi climatica in corso e sull’importanza di preservare l’unico pianeta che abbiamo.

A subire le conseguenze del cambiamento climatico e degli eventi estremi che ne derivano, sempre più frequenti, non sono solo gli ecosistemi, ma anche gli esseri umani.

La nostra salute, infatti, è sempre più a rischio a causa degli agenti inquinanti a cui siamo costantemente esposti, tanto che il WWF ha lanciato un nuovo allarme sul pericolo dell’esposizione a queste sostanze, parlando di un nuovo stadio evolutivo: l’homo chimicus.

La dispersione di rifiuti e di composti chimici pericolosi per l’ambiente e la salute umana è ormai fuori controllo, tanto che alcuni PFAS, i cosiddetti “inquinanti eterni”, sono stati trovati persino in Patagonia, in America del Sud.

Il prezzo più alto dell’emergenza climatica che stiamo vivendo lo pagano i bambini. Secondo i dati del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF), quasi la metà dei 2,4 miliardi di bambine, bambini e adolescenti è esposta a una combinazione pericolosa di shock climatici e ambientali, mentre circa un miliardo vive in contesti ad alto rischio.

La crisi climatica diventa, quindi, anche una crisi dei diritti dei minori, perché può impedire il loro accesso all’acqua e al cibo, all’assistenza sanitaria e all’istruzione, mettendo a forte rischio le loro vite e la possibilità di avere un futuro.

Il cambiamento climatico, inoltre, incide sempre di più anche sul benessere psicologico dei più giovani, tra cui cresce il fenomeno dell’ecoansia, la paura per il futuro del pianeta legata al degrado ambientale.

“La crisi climatica colpisce in modo particolare le nuove generazioni, non solo sul piano ambientale ma anche su quello emotivo. Secondo gli ultimi dati Istat il 67,9% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni è preoccupato per il cambiamento climatico, mentre cresce il fenomeno dell’ecoansia, che incide sul benessere psicologico e sulle scelte di vita. Secondo i dati di un sondaggio dell’UNICEF Italia e Youtrend del 2025: il 24% degli italiani ha sentito parlare di ecoansia e il 22% indica che la propria esperienza personale è molto o abbastanza compatibile con l’ecoansia” – ha dichiarato Nicola Graziano Presidente dell’UNICEF Italia. “Promuovere la partecipazione dei più giovani è una priorità per UNICEF Italia, che sottolinea l’importanza di coinvolgerli nei processi decisionali e nelle azioni per il clima. In un contesto in cui il cambiamento climatico incide sempre più anche sul benessere psicologico, è fondamentale riconoscere e valorizzare il loro punto di vista, offrendo spazi di espressione e ascolto.”

L’agenzia ONU per i diritti dei bambini, in occasione della Giornata mondiale della Terra, ha lanciato la nuova edizione del concorso fotografico “Uno scatto per il clima – Ambiente e futuro visti da me” proprio per dare voce ai più giovani sul tema della crisi climatica e dei diritti dell’infanzia.

L’iniziativa invita bambini, bambine e adolescenti a raccontare, attraverso la fotografia, il proprio sguardo sugli effetti del cambiamento climatico, sulle sfide del presente e sulle speranze del futuro.

L’obiettivo è quello di promuovere la partecipazione attiva dei giovani fra i 14 e i 19 anni, che possono iscriversi al concorso fino al 30 novembre 2026. Si potranno inviare fino a 3 foto originali con l’aggiunta di un titolo e una breve didascalia.

Pubblicità
Articoli Correlati