A Natale si può regalare l’adozione simbolica di un giaguaro e sostenere i progetti a tutela di questa specie minacciata dalle coltivazioni di soia che provocano la perdita del suo habitat e dal bracconaggio.
Il WWF lancia una campagna per consentire la salvezza di questa specie che dipende dalla sopravvivenza della foresta.
Il consumo di carne è alla base della perdita di habitat poiché per alimentare animali da allevamento è necessario piantare campi di soia che distruggono la foresta amazzonica. Il polmone del pianeta scompare al ritmo di 3 miliardi di ettari l’anno, come 8 campi da calcio al minuto. Mentre il 93% della soia prodotta va nei mangimi utilizzati nell’allevamento degli animali che finiscono nei nostri piatti.
Il consumo consapevole di soia e la riduzione del consumo di carne sono de strumenti in grado di invertire questa tendenza. L’altro elemento su cui intervenire è il bracconaggio che rappresenta ancora una drammatica criticità per il giaguaro, ricercato sul mercato nero anche per sostituire specie divenute più rare come la tigre.
“Il WWF è impegnato da sempre nella salvaguardia del giaguaro e degli ecosistemi cruciali per il suo futuro, tra cui le foreste dell’Amazzonica, del Pantanal e del Chaco, portando avanti un’azione congiunta – la “Jaguar Initiative”- che vede numerosi uffici WWF e partner coinvolti – ha detto Isabella Pratesi, Direttrice Conservazione WWF Italia – Obiettivo dell’iniziativa è quello di ridurre la distruzione di habitat, sensibilizzando i consumatori in ogni luogo del Pianeta, promuovere attività economiche più attente alla conservazione della specie e aumentare la superficie di parchi e riserve protette in tutto l’areale del giaguaro. Nel 2025 l’Iniziativa ha ottenuto un importantissimo risultato con l’istituzione di una nuova immensa area protetta nel territorio del Pantanal-Chaco. L’area comprende comunità indigene e contribuisce a connettere ben 12 milioni di ettari, dando vita alla più grande estensione continua di aree protette e territori indigeni in questo luogo del Pianeta. Le prossime sfide sono quelle di continuare a lavorare per rafforzare e proteggere i corridoi di spostamento naturale della specie nella foresta amazzonica, a cavallo di Colombia, Ecuador, Perù, dove ancora oggi troviamo i territori più selvaggi, ma anche la più grande concentrazione di minacce, che vanno dal bracconaggio alla distruzione delle foreste per l’estrazione di risorse naturali”.


