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Insalata in busta, pro e contro di un prodotto acquistato da oltre il 90% degli italiani

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Se grazie alla praticità, frutta e verdura già porzionate e confezionate hanno conquistato una fetta di mercato importante, al contempo rimangono alcune ombre legate allo spreco di plastica e all’igiene.

Le confezioni sono infatti imballate nella plastica e spesso prevedono anche una vaschetta che moltiplica i rifiuti prodotti. I costi dell’imballaggio pesano sul costo finale della confezione che di gran lunga è superiore a quello dell’insalata fresca. L’Unione europea non è ancora riuscita a bandire le confezioni di insalata in plastica, soprattutto a causa della contrarietà dell’Italia.

Ma bisogna lavare l’insalata e la frutta confezionata e pronta all’uso?

Secondo il Gruppo IV Gamma dell‘Unione Italiana Food, non c’è bisogno. L’Uif ribadisce che si tratta di frutta e verdure di stagione, che non contengono conservanti e che, nel caso dell’insalata, questa viene già lavata con cloro.

Di diverso avviso la maggior parte dei consumatori e medici che continuano a lavare l’insalata poiché il processo industriale non sterilizza le foglie che, quindi, possono ospitare dei batteri, in primis la salmonella, soprattutto se l’intera confezione non viene consumata appena aperta.

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