Alla scoperta degli insetti con Gianumberto Accinelli. Il Magazine

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Ospite del Magazine di Teleambiente dedicato agli insetti è l’entomologo Gianumberto Accinelli.

Ci sono le api che si posano sui fiori colorati, le coccinelle che battono le ali 85 volte al secondo durante il volo e le mosche che rappresentano gli spazzini dell’ecosistema. Gli insetti sono fondamentali per la conservazione della vita del pianeta Terra. Cambiamenti climatici, inquinamento e perdita di habitat, però, li stanno portando all’estinzione. Ma è possibile un Globo senza questi animali? Le vespe orientalis sono davvero pericolose? Qual è la funzione ecologica delle zanzare? A rispondere a queste e altre domande nel Magazine di Teleambiente dedicato agli insetti è Gianumberto Accinelli, entomologo, divulgatore scientifico e scrittore.

 

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Alla scoperta degli insetti, l’intervista a Gianumberto Accinelli

Perché gli insetti sono fondamentali per la nostra sopravvivenza sul pianeta Terra?

I motivi sono diversi. Innanzitutto, gli insetti sono tanti, tantissimi, sia come numero di specie sia come numero di individui. Basti pensare che la biomassa, cioè il peso, delle formiche equivale alla biomassa, cioè il peso, degli esseri umani. Questi animali, inoltre, svolgono tutti i ruoli ecosistemici. Ed ecco allora gli insetti degradatori che prendono le sostanze organiche per trasformarle in sostanze minerali, gli insetti impollinatori che contribuiscono alla riproduzione delle piante, gli insetti fitofagi che catturano i tessuti vegetali per distribuirli nelle catene alimentari, e gli insetti parassiti che si nutrono di altri organismi. Insomma, attraverso i loro fili relazionali, gli insetti sorreggono gli ecosistemi“.

Fino a qualche anno fa, durante i viaggi lungo le autostrade, gli insetti si schiantavano sui parabrezza dei veicoli. Perché, soprattutto negli ultimi anni, il fenomeno sembrerebbe essere sparito? 

Molte specie di insetti sono in crisi demografica, dalle farfalle alle api, a eccezione delle api mellifere, bene sottolinearlo, a causa, tra le altre cose, dei pesticidi e delle cementificazioni selvagge. Quindi, siamo stati anche noi esseri umani, in qualche modo, a toglierli di mezzo, perfino dai parabrezza dei veicoli, con serie conseguenze nel lungo periodo“.

Tra i suoi ultimi libri, “Storie di ordinaria entomologia. L’incredibile scienza degli insetti” (Nemos Edizioni) per raccontare la figura dello studioso degli insetti. Quando ha deciso di dedicare la sua vita ad api, farfalle, falene, formiche e vespe? 

Quando frequentavo il secondo anno della Facoltà di Agraria presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, avevo incontrato il Professore di Entomologia Agraria, Egidio Mellini, che ci faceva entrare in un mondo sconosciuto, quello degli insetti, ricco di storie da conoscere, raccontare e tramandare. Non a caso, durante le lezioni del docente, avevo deciso di studiare, tra le altre cose, api, farfalle, falene, formiche e vespe. Tre le mie tappe: prima la tesi di laurea in entomologia, poi il dottorato di ricerca in entomologia, infine la carriera in entomologia. Una carriera, però, molto strana e molto particolare. Il motivo? Si conoscono moltissimo gli zoologi che si occupano dei grandi mammiferi, dai lupi agli orsi, soprattutto in questo periodo storico, e si conoscono pochissimo gli entomologi che studiano gli insetti. Ed ecco perché nel libro “Storie di ordinaria entomologia. L’incredibile scienza degli insetti” edito da Nemos Edizioni ho raccolto ben 14 racconti di entomologi, appunto, alcuni dei quali molto bizzarri. Pensate che qualcuno si è fatto pungere addirittura dagli animali più pericolosi e più dolorosi del mondo. Drammatica, invece, la vicenda della straordinaria ricercatrice Enrica Calabresi diventata vittima dell’Olocausto a causa della sua fede religiosa ebraica“.

 

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