Sono opere d’arte ricavate dalle reti fantasma recuperate in mare quelle oggetto della mostra che aprirà al MAXXI di Roma il prossimo 30 maggio.
Fino al 7 gennaio 2026 si potranno ammirare le installazioni di Nacho Carbonell, designer famoso per le sue opere che uniscono materiali naturali e tecniche sperimentali. Le reti fantasma recuperate dall’ISPRA, grazie al progetto MER finanziato dal PNRR, sono state donate all’artista per la sua installazione.
La mostra prende il titolo di “Memory in practice” e sfrutta l’ingresso del museo che diventa luogo di installazioni interattive. “Per la hall del MAXXI, Carbonell ha pensato un grande albero di 7 metri di altezza, sotto e dentro il quale si crea un ambiente da esplorare e vivere avvolti dalle luci e dalle chiome realizzate con reti da pesca, cui sono associati oggetti e arredi fruibili da tutti.”
Le chiome dell’albero sono costituite da strati di reti da pesca colorate e di diversa fattura per la maggior parte fornite dall’ISPRA.
L’iniziativa si inserisce nel progetto PNRR MER Marine Ecosystem Restoration che tra le altre cose consente il recupero delle reti fantasma ovvero di quelle reti perse o abbandonate in mare dai pescatori che finiscono per danneggiare i fondali marini e la fauna oltre a dissolversi nel lungo periodo trasformandosi in microplastiche che così entrano nella catena alimentare umana.
Non a caso le chiamano Ghost Nets, reti fantasma, e ogni anno, nel mondo, sono responsabili della morte di 1 milione di uccelli marini e di 100mila mammiferi che rimangono intrappolati nelle maglie delle reti da pesca abbandonate in mare perché rotte o perse dai pescatori.
Contro questo fenomeno sono necessarie operazioni di prevenzione e di rimozione. Infatti, secondo i dati ISPRA, l’86% dei rifiuti marini rinvenuti sui fondali è riconducibile ad attività di pesca, in maggioranza si tratta di lenze, cime e reti.
Sempre ISPRA, all’interno del progetto del PNRR MER, ha affidato a Fondazione Marevivo, Castalia Consorzio Stabile e CoNISMa, Consorzio nazionale interuniversitario per le scienze del mare, il recupero di reti e attrezzi da pesca abbandonati o persi accidentalmente in mare. L’obiettivo dell’operazione è di consentire la ricolonizzazione delle aree, liberandole dai rifiuti che soffocano i fondali e di eliminare una minaccia costante per la flora e la fauna marine. L’attività, ha già portato alla rimozione di circa 3 tonnellate di reti fantasma dalle aree di Siracusa, Avola e Milazzo, e ha consentito la bonifica di oltre 52.000 metri quadrati di fondali marini.


