Al via la petizione Stop alla disinformazione climatica

Al via la petizione “Stop alla disinformazione climatica”

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Linee guida nazionali sull’informazione climatica per i giornalisti, un osservatorio per la disinformazione climatica e spazi dedicati al tema sulla rete pubblica: sono alcune delle misure incluse nella petizione “Stop alla disinformazione climatica” promossa dal giornalista ambientale Giacomo Pellini e dall’attivista Maria Santarossa.

Disinformazione e negazionismo climatico rendono sempre più difficile comprendere la gravità della crisi in atto, e rendendo ancora più urgente che il servizio pubblico e il sistema dell’informazione si assumano la responsabilità di raccontare la verità sul cambiamento climatico.

Sono questi gli obiettivi della petizione lanciata sulla piattaforma Change.org dall’attivista Maria Santarossa e dal giornalista ambientale e attivista climatico Giacomo Pellini. Quest’ultimo ha raccontato a TeleAmbiente le principali misure richieste al governo contro la disinformazione climatica: “Abbiamo promosso questa petizione per far breccia nell’informazione. Ogni anno durante l’estate vediamo le temperature fuori controllo e salta fuori il solito negazionista climatico a sminuire gli effetti della crisi climatica”.

“Le cose che noi chiediamo – ha continuato Pellini – sono che l’Ordine dei Giornalisti emani delle linee guida nazionali per l’informazione climatica, poi chiediamo che si contrasti la falsa equivalenza tra esperti e negazionisti. In tv vediamo sempre un esperto e un negazionista, ma in realtà è provato che la proporzione è 98 a 2. Chiediamo l’istituzione di un osservatorio nazionale sulla disinformazione e sul negazionismo climatico. Infine, chiediamo che la rete pubblica, quindi la Rai, nei suoi telegiornali principali garantisca uno spazio fisso, dedicato alla crisi climatica, in orari accessibili.”

Al centro della petizione anche la responsabilità dei giornalisti, che ricoprono il ruolo intermedio tra la scienza e i dati relativi al cambiamento climatico e l’opinione pubblica. “Il compito dei giornalisti è importante perché fanno da tramite tra il mondo della scienza e il pubblico e di rendere le informazioni accessibili, autorevoli e facendo in modo che siano comprensibili per tutti”, ha concluso Pellini.

Qui tutti i dettagli della petizione e le modalità per partecipare.

Cambiamento climatico: gli italiani tra i più preoccupati in Europa, ma anche tra i meno attivi

Come evidenziato anche dall’ultimo sondaggio Eurobarometro sui cambiamenti climatici, l’emergenza ambientale preoccupa i cittadini europei, specialmente gli italiani. Secondo i dati, sul fronte cambiamento climatico e media, l’Italia si rivela molto critica sia per la comunicazione sui social che sui media tradizionali. Secondo il 38% degli italiani sulle piattaforme social è difficile distinguere tra informazioni affidabili e disinformazione sui cambiamenti climatici. Ai media tradizionali va ancora peggio: per il 61% degli intervistati non forniscono informazioni chiare sul tema e sulle cause e conseguenze.

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