“Il tempo di agire è ora” gridano i partecipanti al flash mob sul ghiacciaio più grande delle Alpi.
L’azione sull’Adamello è stata organizzata dalla Carovana dei Ghiacciai per denunciare l’arretramento dei ghiacciai registrato in tutta Europa. Si tratta di una campagna internazionale di Legambiente dedicata all’osservazione dei ghiacciai alpini. Non a caso è stato scelto l’Adamello, arretrato di 127 metri rispetto al 2023.
Proprio una governance europea sui ghiacciai è quanto Legambiente e le altre sigle aderenti chiedono all’Unione. La catena umana formata vuole simboleggiare l’unità internazionale necessaria per agire subito, il Manifesto europeo per una governance dei Ghiacciai individua diverse azioni necessarie per garantire il futuro dei ghiacciai e delle comunità che dipendono da questi.
“Nell’anno internazionale dei ghiacciai e in occasione dell’anteprima di Carovana dei ghiacciai – commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – vogliamo ribadire l’importanza di ridurre le emissioni di gas serra limitando il riscaldamento globale a 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali e prevedere azioni immediate per l’adattamento agli effetti della crisi climatica, a partire dalle aree più vulnerabili, come l’arco alpino. Non si può più restare indifferenti rispetto a quanto sta accadendo ad alta quota e agli effetti che la fusione dei ghiacciai sta generando a valle. Per questo oggi torniamo a chiedere una governance europea dei ghiacciai e l’applicazione delle otto azioni al centro del Manifesto europeo che abbiamo presentato lo scorso dicembre”.
“Il tempo di agire è ora – commenta Vanda Bonardo, Presidente Cipra ITALIA e responsabile nazionale Alpi di Legambiente – non sono ammessi più ritardi. Urge una risposta collettiva alla crisi climatica, prendendo i ghiacciai come simbolo della fragilità del pianeta e del nostro tempo. Serve una transizione ecologica intesa come trasformazione sistemica e culturale, non solo tecnica, fondata su cura, giustizia e responsabilità condivisa. Il Manifesto europeo per una governance dei ghiacciai propone una visione partecipativa, multilivello e solidale, in cui la speranza diventa azione concreta, dialogo e costruzione di un futuro diverso”.
“l ghiacciaio dell’Adamello – dichiara Valter Maggi, presidente della Fondazione Glaciologica Italiana – di anno in anno registra una perdita continua e significativa di volume e superficie a causa degli effetti combinati del riscaldamento climatico e nel cambio della distribuzione delle precipitazioni nevose. Una situazione che accomuna tutti i ghiacciai dell’arco alpino e su cui è fondamentale mantenere l’attenzione attraverso studi, ricerche, monitoraggi, come da oltre un secolo fa la Fondazione Glaciologica Italiana”.


