In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con TeleAmbiente: 1) Energy Release 2.0, firmato il decreto; 2) Europa 2050: quattro scenari per un futuro sostenibile; 3) Un Piano Sociale per il clima per guidare la transizione; 4) Legambiente: mari caldi e inquinati, serve un piano nazionale urgente
In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con TeleAmbiente:
1) Energy Release 2.0, firmato il decreto: Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha firmato oggi il decreto che modifica il meccanismo dell‘”Energy Release. Il nuovo atto giunge a valle del confronto con la Commissione Europea, che aveva inviato all’Italia una “confort letter” nella quale la misura veniva ritenuta compatibile con il diritto europeo a fronte del recepimento di alcune modifiche. La norma, nella versione già emanata nel corso del 2024, prevede l’anticipazione di energia a prezzo calmierato per i comparti industriali che ne fanno più elevato uso, a fronte dell’impegno nella realizzazione di impianti rinnovabili con i quali restituire, nei successivi venti anni, l’energia anticipata.
2) Europa 2050: quattro scenari per un futuro sostenibile: L’Agenzia Europea per l’Ambiente, l’EEA, ha pubblicato un nuovo rapporto: “Immaginare un’Europa sostenibile nel 2050”.
Lo studio analizza come potrebbero cambiare i sistemi alimentari, energetici, di mobilità e l’ambiente costruito nei prossimi decenni. Questi settori sono vitali per la vita quotidiana degli europei, ma sono anche tra i principali responsabili delle pressioni ambientali e climatiche. Capire il loro futuro è fondamentale per costruire politiche efficaci e una società più resiliente. Il rapporto arriva mentre l’Unione Europea lancia la Preparedness Union Strategy, una strategia per prevenire e affrontare minacce emergenti: dai cambiamenti climatici ai disastri naturali, puntando su lungimiranza e analisi anticipatoria. La EEA, insieme alla rete Eionet, propone quattro possibili scenari per il futuro dell’Europa. Il primo, Tecnocrazia per il bene comune, immagina un controllo statale centralizzato: la tecnologia monitora e gestisce i sistemi sociali ed ecologici a beneficio della collettività. Il secondo, Unità nelle avversità, prevede che le crisi ambientali e climatiche spingano i cittadini a dare all’UE ampi poteri regolatori, con misure rigorose per limitare le attività economiche dannose. Il grande disaccoppiamento, il terzo scenario, vede le imprese innovative guidare la trasformazione, separando la crescita economica dagli impatti ambientali negativi, grazie a nuove tecnologie e alla bioeconomia. Infine, Ecotopia: un cambiamento culturale profondo, con comunità locali riconnesse alla natura, stili di vita sobri e tecnologia usata in modo parsimonioso. Per valutare la solidità di questi scenari, il rapporto li ha testati contro possibili crisi: dal collasso dei sistemi digitali, a eventi climatici estremi, fino a crisi finanziarie globali. Ne emergono alcune soluzioni comuni a tutti i futuri: passaggio a fonti proteiche alternative, uso di soluzioni basate sulla natura, elettrificazione dei trasporti, riuso e ristrutturazione degli edifici e sviluppo delle energie rinnovabili.
3) Un Piano Sociale per il clima per guidare la transizione: Un Piano Sociale per il Clima da 9,3 miliardi di euro per accompagnare la transizione ecologica dell’Italia mettendo al centro le persone. È questo l’obiettivo del documento strategico predisposto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Il Piano, realizzato con il supporto di un Gruppo Tecnico di Lavoro e in stretta sinergia con tutte le amministrazioni coinvolte, rappresenta una risposta del Governo alle sfide della transizione climatica, garantendo equità sociale, sostegno alle fragilità, sviluppo territoriale e innovazione. Il Piano si articola in quattro grandi misure – due sul fronte dell’edilizia e due su quello della mobilità. Nel dettaglio: 3,2 miliardi di euro andranno alla riqualificazione energetica degli edifici di proprietà pubblica in classe F e G e di quelli di proprietà delle microimprese vulnerabili, da cui si attende, complessivamente, un risparmio di circa 250 milioni annui; 1,3 miliardi di euro saranno destinati all’ampliamento del Bonus Sociale Gas Plus; 3 miliardi finanzieranno lo sviluppo di servizi di mobilità pubblica e hub di prossimità nelle aree svantaggiate; 1,74 miliardi saranno dedicati alla misura “Il Mio Conto Mobilità”, con portafogli digitali per il trasporto pubblico rivolti alle persone in condizione di povertà dei trasporti.
4) Legambiente: mari caldi e inquinati, serve un piano nazionale urgente: Inquinamento, maladepurazione e crisi climatica continuano a mettere sotto pressione mari e laghi italiani. A lanciare l’allarme è Legambiente, che questa mattina a Roma ha presentato il bilancio delle campagne estive 2025 di Goletta Verde e Goletta dei Laghi. Gli oltre 200 volontari, tra giugno e luglio, hanno analizzato 388 campioni di acqua in 19 regioni ed i risultati parlano chiaro: più di un terzo — il 34% — supera i limiti di legge. Una situazione particolarmente critica alle foci di fiumi e canali, dove più della metà dei punti esaminati risulta inquinata o fortemente inquinata. Va meglio in mare aperto o lontano dagli scarichi, ma anche lì il 15% dei campioni non è a norma. A complicare il quadro, c’è la crisi climatica: la temperatura media del Mediterraneo ha toccato quest’estate 25,4 gradi, il valore più alto dell’ultimo decennio, con effetti pesanti su biodiversità e fenomeni meteo estremi. Sulle spiagge italiane poi resta il problema dei rifiuti: a Tropea, in Calabria, i volontari hanno ripulito fondali e costa, portando alla luce rifiuti di ogni tipo. Di fronte al bilancio emerso da Goletta Verde e dei Laghi, Legambiente chiede un piano nazionale per la tutela delle acque, più risorse per modernizzare i depuratori, più controlli e una spinta decisa alle energie rinnovabili, in particolare all’eolico offshore. Il nostro Paese — sottolineano — ha già pagato oltre 210 milioni di euro di sanzioni per la mancata depurazione delle acque reflue e rischia nuove multe per i ritardi accumulati. Non mancano le buone notizie: durante il viaggio di Goletta Verde è stato avvistato un gruppo di delfini al largo di Maratea, inoltre, è stato registrato un grande successo dei Tartadog – le prime unità cinofile per individuare i nidi di tartarughe marine.


