Gli incendi hanno bruciato quest'anno una superficie di terra quattro volte superiore alla media registrata nello stesso periodo negli ultimi due decenni

Incendi boschivi, anno record in UE. Tra le regioni più colpite in Italia c’è la Puglia

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Gli incendi di grandi dimensioni e più pericolosi si stanno verificando sempre più spesso a causa dei cambiamenti climatici e del modo in cui le persone utilizzano il territorio.

Gli incendi boschivi che hanno devastato l’UE hanno bruciato più di 1 milione di ettari quest’anno, facendo del 2025 l’anno peggiore mai registrato, un mese intero prima della fine della stagione degli incendi.

Ad evidenziarlo sono i dati ufficiali aggiornati ad oggi del Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi (Effis). Gli incendi hanno bruciato quest’anno una superficie di terra quattro volte superiore alla media registrata nello stesso periodo negli ultimi due decenni. Si parla per l’esattezza di 1.015.024 ettari, superando il precedente record di 988.544 ettari stabilito nel 2017.

La Spagna, dove grandi incendi sono ancora in corso, è di gran lunga il paese europeo più colpito, con più di 400mila ettari distrutti, pari a quasi il 40 per cento del totale.

 

Il primo ministro Pedro Sánchez ha, infatti annunciato “un patto nazionale per l’emergenza climatica” affermando che “di fronte all’aggravarsi e all’accelerarsi degli effetti del cambiamento climatico nel nostro Paese questo patto fornirebbe “risorse agli agenti pubblici, ai funzionari, non solo quando si verifica l’incendio, ma anche a monte, affinché possano rispondere in modo molto più efficace”. 

Gli incendi hanno rilasciato 37 milioni di tonnellate di anidride carbonica, circa la stessa quantità di emissioni annue di CO2 del Portogallo o della Svezia, paesi con 10 milioni di persone ciascuno.

Quelli di grandi dimensioni e più pericolosi si stanno verificando sempre più spesso a causa dei cambiamenti climatici e del modo in cui le persone utilizzano il territorio.

Puglia, maggior numero di incendi registrati

Dal 15 giugno al 22 agosto sono stati 51.900 gli interventi effettuati dai vigili del fuoco per incendi boschivi e di vegetazione in genere, il 15,4% in più  rispetto ai 44.970 dello stesso periodo dello scorso anno. Sempre dal 15 giugno, sono state effettuate dalla flotta aerea del Corpo nazionale 4.204 ore di volo per missioni antincendio, mentre sono stati 18.677 i lanci di sostanze estinguenti effettuati sulle fiamme. Nell’ultima settimana invece sono stati 3.250 gli interventi svolti dalle squadre del Corpo nazionale.

Il maggior numero di incendi si registra in Puglia, dove i vigili del fuoco hanno effettuato 623 interventi. Le altre regioni maggiormente colpite sono state la Sicilia (612), il Lazio (359) e la Calabria (333). Sempre nell’ultima settimana sono stati 58 gli interventi effettuati dalla flotta aerea del Corpo nazionale per il contrasto agli Incendi boschivi, mentre a terra le squadre hanno operato per un totale di 4.866 ore di lavoro.

Tutela dei boschi e contrasto agli incendiari

Gli incendi boschivi rappresentano una delle minacce più devastanti per il patrimonio naturale italiano. Ogni anno, vaste aree forestali vengono distrutte, causando non solo perdite inestimabili in termini di biodiversità e habitat, ma anche gravi danni economici e sociali.

Il 4 agosto del 2000, il Decreto-legge 220, proposto dall’allora Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Alfonso Pecoraro Scanio, ha segnato un passo decisivo nel rafforzamento delle misure repressive, introducendo nel Codice penale l’Art. 423-bis. La norma riconobbe la gravità del reato di incendio boschivo, punendo gli incendiari con un’aggravante per danni commessi alle aree protette.

Quella norma ha dato finalmente protezione giuridica ai nostri boschi dagli incendiari e ha fornito alle forze dell’ordine e alla magistratura uno strumento normativo contro questi criminali. Ringrazio le unità specializzate nella salvaguardia del patrimonio naturale, in particolare il Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri, per l’impegno crescente nella difesa dei nostri polmoni verdi e il sostegno alle attività del Nucleo Informativo Antincendi Boschivi. – afferma Alfonso Pecoraro Scanio (Presidente della Fondazione UniVerde e già Ministro delle Politiche Agricole e Forestali) facendo il bilancio a 25 anni dall’introduzione del reato di incendio boschivo nel Codice penale – Occorre potenziare il monitoraggio e favorire interventi sempre più tempestivi e sicuri per il personale coinvolto. Tutto questo è possibile con strumenti sempre più innovativi e tecnologici, come droni che integrano l’intelligenza artificiale, capaci di fornire sistemi di supporto sia in tempo reale che predittivi. La transizione ecodigital ha il potenziale di rivoluzionare le operazioni di controllo dei territori, anche delle aree più difficili da gestire. È importante supportare le Aree protette e i Comuni con vaste superfici boscate, e quindi più vulnerabili, a ridurre i rischi e rafforzare l’efficacia di tutte le operazioni, ma anche che le forze dell’ordine e la magistratura agiscano con fermezza per contrastare efficacemente gli incendi dolosi e impedire agli incendiari di nuocere ulteriormente”.

Dal 2000 al 2024 oltre 117.509 reati penali di incendio boschivo accertati con 9531 incendiari denunciati e 293 arrestati. 52.796 sanzioni amministrative, per oltre 90 milioni di euro, e 1766 i sequestri. Dal 2016 al 2024 sono stati percorsi da incendio 380.000 ettari di superficie boscata, una superficie più estesa della Valle d’Aosta. Si sale a circa 700.000 ettari se si considera la superficie non boscata (dati CUFAA).

Servizio video realizzato durante la conferenza stampa “Tutela dei boschi e contrasto agli incendiari: a 25 anni dal Decreto Legge 4 agosto 2000, n. 220: Disposizioni urgenti per la repressione degli incendi boschivi, promossa dalla Fondazione UniVerde in collaborazione con Federparchi, TeleAmbiente e con l’adesione del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri (CUFAA), che si è svolta giovedì 31 luglio a Roma alla Sala “Caduti di Nassiriya” del Senato della Repubblica.

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