Fino al 6 settembre a Calvi dell’Umbria, borgo in provincia di Terni, al confine con il Lazio, prosegue il Calvi Festival, una kermesse con tanti spettacoli che abbracciano l’arte a 360°. Tra gli spettacoli di punta la prima di ‘Ve ne dico quattro’ di Pino Strabioli. Con le telecamere di Teleambiente eravamo lì e lo abbiamo intervistato
A Calvi dell’Umbria, in provincia di Terni, fino al 6 settembre, va in scena il Calvi Festival, una kermesse dedicata all’arte a 360°, che veicola cultura e che in questa estate 2025 sta ospitando molti personaggi illustri.
Tra i protagonisti l’attore e conduttore televisivo Pino Strabioli, che al teatro dei Giardini del Monastero di Calvi ha portato in scena la prima del suo spettacolo ‘Ve ne dico quattro’.
Scritto con Fabio Masi, la piece dipinge un vivido affresco di un’epoca teatrale che ha segnato la cultura italiana.
Strabioli racconta le storie e gli aneddoti di alcuni fra i principali protagonisti.

Da Paolo Poli a Franca Valeri, passando per Dario Fo e Valentina Cortese: quattro artisti, diversi, ma accomunati dalla loro grandezza. che sono stati molti più che attori, sono stati icone di un’epoca.
Pino Strabioli li ha descritti con garbo ed eleganza, entrando nel loro mondo in punta di piedi, condividendo anche alcuni ricordi personali.
L’attore e regista, nato in provincia di Fermo, nelle Marche, ma umbro d’adozione, ai microfoni di Teleambiente ha parlato del suo rapporto con l’Umbria.
“Orvieto è la mia città – ha confidato Pino Strabioli – lì mi sono formato, scuole elementari, medie e liceo, e lì ho scoperto la passione per il teatro, il Teatro Mancinelli, di cui oggi ho il privilegio di aver la direzione artistica. E poi c’è Todi, la città che mi ha tenuto a battesimo con il festival, dove peraltro tornerò il 30 Agosto, nello spettacolo inaugurale, per cui l’Umbria è la mia regione in assoluto”.
“ In ‘Ve ne dico quattro’ – ha spiegato Pino Strabioli – io ne racconto quattro, ma ne vorrei raccontare 10 – 20, ecco abbiamo parlato di Orvieto, Anna marchesini per esempio non c’è fra questi quattro. Paolo Poli, la meraviglia, Franca Valeri è il coraggio, l’intelligenza, la coerenza e Dario Fo è Dario Fo che peraltro l’Umbria sta festeggiando perché sarà il suo centenario nel 2026 e poi c’è Valentina Cortese la follia libera, la libertà”
Quanto mancano questi quattro personaggi all’arte italiana?
“Mancano tantissimo – ha sottolineato Pino Strabioli – io sono un appassionato di memoria sia in televisione che alla radio, e in teatro coltivo la memoria, a me mancano moltissimo. Paolo Poli e Franca Valeri sono stati anche due amici, ho avuto il privilegio di condividere con loro esperienze professionali e umane per cui mancano molto e per questo è importante restituirli alle nuove generazioni”.
“Dario Fo – ha aggiunto Strabioli – è un altro pensiero libero, coraggioso, politico che in questo momento manca moltissimo e con Valentina Cortese se ne n’è andato un mondo di follia, di leggerezza ma anche di spessore e di poesia”.
Loro rappresentavano un po’ la grazia, l’ eleganza, qualcosa che ad oggi sembra funzionare meno, sia in televisione che in teatro, secondo lei con questo approccio, avrebbero avuto successo anche oggi?
“In questi giorni stiamo parlando tutti del grande Pippo che se n’è andato – ha osservato Pino Strabioli – e tutti dicono il garbo, l’eleganza, gli stessi addetti ai lavori, insomma i miei colleghi ma non è così difficile. Mi spiego meglio, diventare Pippo Baudo è difficilissimo, come diventare Franca Valeri, Paolo Poli, Dario Fo, Valentina Cortese, Gigi Proietti, Anna Marchesini ecc, però essere educati, avere un po’ di garbo, che ci costa? Questo va recuperato”.
“Secondo me – ha continuato Pino Strabioli – i quattro giganti che racconto erano talmente intelligenti che, certo ce l’avrebbero fatta, perché per loro il loro mestiere era un atto politico, per cui avrebbero trovato la maniera per fregarci ma per arricchirci”.
10ª edizione con tantissimi eventi, si spazia dal teatro, alla musica, poesia, danza, cinema, davvero un potpourri di arti.
Alle parole di Strabioli sono seguite quelle del direttore artistico del Calvi Festival, Francesco Verdinelli
“Arti a 360° – ha ricordato Francesco Verdinelli a Teleambiente– c’è anche una mostra d’arte oltretutto, per cui danza, teatro, musica, arte, incontri, ci sono tante conferenze assolutamente interessanti e poi il grande evento di chiusura, 6 settembre, è il concerto della Banda della Marina Militare Italiana, sarà veramente una serata straordinaria. Nel frattempo, appunto da Pino Strabioli, Cinzia Leone e Paolo Triestino e poi la rassegna cinematografica, ce n’è davvero per tutti i gusti, nei vari generi, ma con un unico denominatore, la qualità”.
I cittadini di Calvi dell’Umbria e non solo stanno rispondendo in maniera significativa
“Rispondono i cittadini di Calvi – ha concluso Francesco Verdinelli – ma tantissima gente viene anche da fuori, da Roma, da Assisi, informando un po’ 360° si riescono a coinvolgere le persone. Io sono contento per i cittadini di Calvi dell’Umbria, ma sono felice anche quando vengono persone da fuori, in modo che possano conoscere questo paese che è al confine con il Lazio, io la chiamo la porta felice dell’Umbria”.


