Carovana dei Ghiacciai, il Solda perde 26 metri in un anno

Carovana dei Ghiacciai, il Solda perde 26 metri in un anno

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Roccia, fango e acciaio, è questo ciò che resta del paesaggio alpino con lo scioglimento dei ghiacciai; una distesa di detriti. In Alto Adige i giganti bianchi arretrano a ritmi preoccupanti e il paesaggio alpino cambia di continuo. Il bilancio della terza tappa della Carovana dei Ghiacciai è impietoso.

La carovana dei Ghiacciai di Legambiente ha rilevato che nel 2025 la fronte del ghiacciaio Solda è arretrata di 26 metri rispetto all’anno precedente. La media di arretramento è di 20 metri all’anno. Conseguenza dello scioglimento è anche la creazione di paesaggi inediti con nuovi boschi ed ecosistemi.

Questi cambiamenti del paesaggio alpino dovrebbero spingerci a rivedere i modelli turistici di fruizione della montagna troppo spesso improntati al consumismo e troppo poco sostenibili.

Dal 1997 al 2023, stando ai dati dell’ufficio Idrologia e dighe Provincia Autonoma di Bolzano, la superficie dei ghiacciai in Alto Adige si è quasi dimezzata passando da poco più di 122 km2 a 72 km2. In diminuzione anche il numero dei ghiacciai: se nel 1997 erano 234, nel 2023 si è passati a 203.

Sotto i nostri occhi – commenta Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente di CIPRA ITALIA – il paesaggio glaciale alpino cambia: i ghiacciai arretrano, spariscono servizi ecosistemici e ne emergono di nuovi. È quello che abbiamo contrastato anche in Alto Adige nella terza tappa di Carovana dei ghiacciai. Questa trasformazione porta rischi crescenti, in quota e a valle, e impone una maggiore attenzione e un monitoraggio sia per comprendere meglio gli eventuali rischi sia per ripensare un modello di fruizione turistica della montagna. Il turismo del futuro dovrà fondarsi su un rapporto sostenibile tra uomo e natura, come ricorda ogni anno il dossier Nevediversa di Legambiente. Ripensare la gestione di questi spazi significa, però, anche mettere al centro le comunità locali, ascoltarne i bisogni e garantire una buona qualità della vita, sia per chi abita stabilmente la montagna sia per chi la frequenta. Solo in questo modo i beni comuni delle terre alte potranno avere un futuro: non come risorse da esaurire, ma come patrimonio condiviso”.

Dal confronto fra le osservazioni fatte in questa tappa della Carovana e altri dati raccolti dagli operatori glaciologici SGAA – commentano Marco Giardino, vicepresidente della Fondazione Glaciologica Italiana e docente dell’Università di Torino, e Pietro Bruschi presidente del Servizio Glaciologico CAI Alto Adige – emerge che la deglaciazione in Alto Adige prosegue in modo diseguale nello spazio e nel tempo. Se per il ghiacciaio della Vedretta Lunga nella Val Martello viene segnalato quest’anno un arretramento record di circa 240 metri (G. Benetton, SGAA), per il ghiacciaio Solda la deglaciazione degli ultimi anni prosegue stabilmente intorno a 20 metri di media all’anno come ritiro frontale. Queste differenze sono però accompagnate da una trasformazione del paesaggio alpino simile e molto intensa: si registrano colate detritiche che si sovrappongono al ghiacciaio stesso, emergono lembi di ghiaccio morto dalle morene, rock glacier si destabilizzano e dai versanti montuosi il materiale detritico viene trasportato rapidamente verso valle. In ogni caso il segnale che riceviamo è quello di una accelerazione del cambiamento del paesaggio alpino”.

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