Plastica monouso, in Australia addio ai contenitori per la soia a forma di pesce

Plastica monouso, in Australia addio ai contenitori per la soia a forma di pesce

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In Australia, dal 1° settembre, è in vigore il divieto sugli imballaggi in plastica monouso che vieta l’uso dei pesciolini in plastica per la salsa di soia e altri contenitori difficili da riciclare.

La salsa di soia è un condimento immancabile nella cucina giapponese e i pesciolini in plastica che la contengono sono sempre presenti quando si va al ristorante o si ordina da asporto. Inventati nel 1954, i dispositivi in polietilene noti come “shoyu-tai” si sono diffusi rapidamente in Giappone e all’estero, sostituendo i tradizionali contenitori in vetro e ceramica.

In Australia, questi piccoli contenitori dalla forma simpatica sono stati vietati dal 1°settembre proprio perché sono in plastica monouso.

Infatti, secondo la nuova legge del South Australia, sono vietati i contenitori per salsa di soia pre-riempiti con coperchio o tappo fino a 30ml. La misura non riguarda solo i simpatici pesciolini utilizzati per condire sushi e altre pietanze, ma anche cannucce attaccate ai drink, cucchiaini preconfezionati, sticker di plastica su frutta e verdura e imballaggi alimentari in polistirene espanso.

Le motivazioni alla base del divieto riguardano la difficoltà di riciclo e la dispersione nell’ambiente. Questo tipo di oggetti in plastica monouso sono troppo piccoli per essere riciclati nei normali impianti. Inoltre, è facile che si disperdano a terra in mare, frammentandosi poi in microplastiche.

L’Australia Meridionale ha iniziato la lotta alla plastica monouso già nel 2021. In tre anni, le misure adottate hanno già eliminato oltre 8 milioni di oggetti monouso.

Plastica monouso, quali misure in Europa

La lotta alla plastica monouso è in corso anche in Europa, che negli anni ha adottato misure volte alla riduzione degli imballaggi usa e getta in vari settori produttivi. In particolare, con la direttiva SUP (Single Use Plastic) del 2019, l’Unione europea ha individuato i prodotti in plastica monouso da vietare per favorire una transizione verso un’economia circolare degli Stati membri.

Il divieto si rivolge in particolare al commercio di posate in plastica monouso, prodotti realizzati con plastica oxo-degradabile, imballaggi alimentari come contenitori e tazze per bevande in polistirene espanso e relativi tappi e coperchi, cannucce e bastoncini cotonati e altri dispositivi usa e getta per cui esistono alternative sostenibili. In Italia, la direttiva è stata recepita nel 2022.

Inoltre, nel 2024, l’Ue ha raggiunto un accordo relativo a nuove regole per imballaggi più sostenibili in Europa. tra gli obiettivi contenuti nella misura ci sono la riduzione degli imballaggi, il loro riutilizzo e riciclo e restrizioni all’uso di PFAS nei prodotti a contatto con gli alimenti. L’obiettivo è di ridurre, entro il 2040, di almeno il 15% gli imballaggi.

L’accordo contiene anche il divieto di alcuni formati di imballaggi in plastica monouso, come quelli per frutta e verdura non trasformata, per alimenti e bevande riempiti e consumati in bar e ristoranti, le monoporzioni e, dal 2030, il divieto per i prodotti da toilette in miniatura e la pellicola termoresistente per le valigie.

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