In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Ue, tiene il commercio agroalimentare; 2) L’Italia rafforza i partenariati agricoli; 3) Spreco alimentare, l’Ue fissa obiettivi vincolanti entro il 2030; 4) Frutta e verdura tornano protagoniste sulle tavole degli italiani
In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress:
1) Ue, tiene il commercio agroalimentare: Le esportazioni agroalimentari dell’Unione europea hanno raggiunto quasi 20 miliardi di euro a maggio, superiori dell’1% rispetto allo stesso mese del 2024. E’ quanto emerge dal report pubblicato dalla Commissione europea che conferma la buona tenuta del comparto, pur in un contesto commerciale caratterizzato da forte volatilità. Il Regno Unito si conferma primo mercato di sbocco, trainato dai prodotti a base di cacao, seguito da Stati Uniti e Svizzera. In controtendenza la Cina, che arretra dell’11% a causa del crollo dei cereali. Sul fronte opposto, le importazioni hanno registrato una forte crescita: 81 miliardi tra gennaio e maggio, +16%. Brasile, Regno Unito e Stati Uniti restano i principali fornitori, ma spiccano gli aumenti da Canada e Australia. Il surplus commerciale totale dell’UE è rimasto ampiamente positivo, nonostante i prezzi elevati abbiano gonfiato il valore di diverse importazioni chiave dell’UE.
2) L’Italia rafforza i partenariati agricoli: Rafforzare la cooperazione agricola bilaterale. Questo l’obiettivo della missione del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, in Senegal per partecipare all’Africa Food Systems Forum 2025 e confermare l’impegno dell’Italia nel rafforzamento dei partenariati strategici. Lollobrigida ha incontrato l’omologo senegalese con cui ha discusso del sostegno a filiere strategiche come il riso pluviale e l’orticoltura irrigua. Un impegno che rientra nel Piano Mattei, con progetti su agroecologia, gestione sostenibile delle acque e trasferimento tecnologico. Per Lollobrigida “Africa e Italia condividono una sfida comune: valorizzare le risorse agricole attraverso investimenti mirati, innovazione e cooperazione. Garantire buon cibo a tutti significa promuovere produzioni di qualità e investire su giovani e formazione”.
3) Spreco alimentare, l’Ue fissa obiettivi vincolanti entro il 2030: Ogni anno in Europa finiscono nella spazzatura quasi 60 milioni di tonnellate di cibo: 132 chili a persona. Numeri impressionanti, che pesano sull’ambiente, sull’economia e sulla società. Per questo il Parlamento europeo ha approvato nuove regole vincolanti per ridurre gli sprechi alimentari, una delle sfide cruciali della transizione ecologica. Le misure prevedono entro il 2030 una riduzione del 10% degli sprechi nella trasformazione e produzione alimentare, e un taglio del 30% pro capite lungo la filiera della vendita al dettaglio, della ristorazione e delle famiglie. Un obiettivo ambizioso, che punta non solo a diminuire l’impatto ambientale, ma anche a favorire una gestione più equa delle risorse, in un’epoca in cui milioni di cittadini europei affrontano difficoltà economiche. Ridurre lo spreco, infatti, significa tagliare anche le emissioni di CO₂: ogni tonnellata di cibo buttato rappresenta non solo un danno etico, ma anche energia, acqua e suolo consumati inutilmente. Le nuove norme entreranno in vigore nei prossimi mesi: gli Stati membri avranno 20 mesi di tempo per recepirle e renderle operative con leggi nazionali. Accanto al cibo, l’Europa interviene anche sul settore tessile, introducendo il principio della responsabilità estesa del produttore: chi immette sul mercato vestiti, calzature o biancheria dovrà coprire i costi di raccolta, selezione e riciclo. Il via libera del Parlamento europeo segna dunque un passo importante verso l’economia circolare. Un cambio di rotta necessario in un contesto che vede l’Unione produrre ogni anno 60 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari e 12 milioni di rifiuti tessili. L’auspicio è che queste misure possano ridurre in maniera concreta sprechi e impatti ambientali, trasformando comportamenti quotidiani e sistemi produttivi. Perché ciò che oggi finisce nei rifiuti potrebbe domani rappresentare una risorsa preziosa per l’intera società.
4) Frutta e verdura tornano protagoniste sulle tavole degli italiani: L’Italia torna a riempire la tavola di frutta e verdura. Dopo anni difficili segnati da pandemia, crisi energetica e inflazione, i consumi di ortofrutta delle famiglie italiane sono tornati a crescere in maniera significativa. Nel primo semestre del 2025 gli acquisti hanno raggiunto 2,68 milioni di tonnellate, con un aumento del 4% rispetto allo scorso anno. Un segnale positivo che si riflette anche nella spesa complessiva: 6,95 miliardi di euro, in crescita dell’8%. Secondo i dati diffusi dal Cso Italy – Centro Servizi Ortofrutticoli, a trainare questa ripresa sono soprattutto la frutta e i prodotti esotici. Il mese di giugno è stato il più vivace: 548mila tonnellate acquistate, il 9% in più rispetto al 2024. E non solo quantità: il valore delle vendite ha toccato 1,46 miliardi di euro, sostenuto da un prezzo medio in salita a 2,67 euro al chilo. Particolarmente dinamico il comparto della frutta, con 1,34 milioni di tonnellate vendute e un valore che supera i 3,4 miliardi di euro. Giugno ha visto crescite a doppia cifra per banane, angurie e meloni, ma anche per gli ormai immancabili mango e avocado. Sul fronte degli ortaggi, stessa quantità di prodotto ma con un andamento diverso: +5% nei volumi e +4% nella spesa, grazie al ritorno in forze dei pomodori, tornati ai livelli del 2021, e alla vivacità di zucchine e cetrioli. Per quanto riguarda i canali di distribuzione, la grande distribuzione organizzata conferma la propria leadership, con oltre l’80% degli acquisti complessivi. Guardando invece alle aree geografiche, il Centro Italia e la Sardegna si confermano le zone più dinamiche, mentre Nord Ovest e Nord Est registrano un calo, complice l’aumento dei prezzi medi. Infine, un dato che segna un vero cambiamento nelle abitudini di consumo: il biologico. Nei primi sei mesi dell’anno ha raggiunto quasi 287mila tonnellate, con un incremento del 15% e una penetrazione che interessa ormai tre famiglie su quattro. Un segnale chiaro: gli italiani tornano a investire nella qualità e nella salute, portando in tavola più frutta, verdura e prodotti sostenibili.


