I controlli a tappeto della Guardia di Finanza, nel corso di tutta la stagione estiva, hanno portato a riscontrare diverse violazioni. Nei casi più gravi, denunce, multe e sequestri, per illeciti amministrativi e penali che danneggiano lo Stato, la libera concorrenza e gli utenti finali.
Sequestri e multe per diverse violazioni alle normative del settore dei carburanti in Sardegna. Nel corso della stagione estiva, gli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Sassari hanno effettuato numerosi controlli presso i distributori della provincia sassarese e di quella della Gallura Nord-Est Sardegna, per verificare il rispetto delle normative e del recente decreto interministeriale che ha disposto il riallineamento delle accise, con la riduzione dell’aliquota applicata alla benzina (di 1,50 centesimi di euro per litro) e con il contestuale aumento di quella relativa al gasolio.
Altri controlli hanno invece riguardato il rispetto delle normative sulla comunicazione dei prezzi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), sulla pubblicità dei prezzi e sull’esposizione del prezzo medio regionale. I militari della Guardia di Finanza, riscontrando alcune irregolarità proprio di questo genere, hanno applicato sanzioni pecuniarie, per un importo di 2.800 euro, a tre diversi distributori. Al tempo stesso, in un altro punto di distribuzione è stata scoperta una discrepanza tra il carburante indicato e quello effettivamente erogato dalle colonnine: due erogatrici sono state sequestrate e i responsabili degli esercizi sono stati denunciati.
Non solo: per una colonnina diesel è stata rilevata una deficienza pari a tre volte il limite di tolleranza previsto dalla legge, che non rappresenta solo una violazione amministrativa, ma anche quella penale della frode nell’esercizio del commercio. Inevitabile, anche qui, il sequestro della colonnina e la denuncia del gestore alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania. Come se non bastasse, una verifica fiscale in materia di accise ha consentito di rilevare una differenza complessiva di oltre 25 mila litri di carburante non erogati rispetto alle quantità registrate sin dal 1 gennaio scorso. Evidenti violazioni che danneggiano sia i consumatori, sia la libera concorrenza tra i gestori. Il titolare dell’impianto è stato segnalato all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, per il recupero dell’accisa non assolta, e all’Agenzia delle Entrate per la tassazione dell’IVA evasa sul prodotto petrolifero non erogato.
I tanti controlli della Guardia di Finanza, che hanno portato alla prima fase di indagine preliminare, hanno come obiettivo il rispetto della legge, della libera concorrenza, la tutela delle casse dello Stato e quella dei consumatori, che pagano per ottenere carburanti in quantità e qualità inferiori rispetto a quanto paventato da alcuni dei gestori.


