In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Dal Pnrr nuove risorse per l’agricoltura; 2) Grano, più produzione in Europa ma crollo dei prezzi in Italia; 3) Agroalimentare italiano, superata quota 70 miliardi; 4) Nei ristoranti McDonald’s sbarca la “Salvaeuro Wallet Dance”
In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress:
1) Dal Pnrr nuove risorse per l’agricoltura: Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha destinato 2 miliardi aggiuntivi all’agricoltura italiana, portando la dotazione complessiva del Ministero a 8,5 miliardi tra stanziamenti iniziali e successive rimodulazioni. La decisione è stata formalizzata in Cabina di regia a Palazzo Chigi. La principale novità riguarda i “Contratti di Filiera”, la misura che sostiene investimenti lungo tutta la catena agroalimentare, dalla produzione alla trasformazione fino alla commercializzazione. Grazie al nuovo stanziamento, la disponibilità finanziaria passa da 2 a 4 miliardi. Il rafforzamento nasce dal successo già registrato dalla misura: entro giugno 2025 l’Italia aveva l’obiettivo di sottoscrivere contratti per 1 miliardo di euro, superato del 25% con gli accordi firmati, che hanno generato 2 miliardi di investimenti complessivi. Le risorse permetteranno di sostenere progetti di digitalizzazione e innovazione sostenibile, agricoltura di precisione, stoccaggio e conservazione delle produzioni, automazione dei processi produttivi, ricerca su varietà e acque reflue, promozione dei prodotti e adesione ai regimi di qualità. Nella rimodulazione altre somme verranno dedicate al Parco Agrisolare per soddisfare le domande meritevoli di finanziamento.
2) Grano, più produzione in Europa ma crollo dei prezzi in Italia: L’Europa guarda con cauto ottimismo alla prossima stagione cerealicola. Secondo l’ultimo rapporto della Commissione europea, la produzione di cereali nell’Ue potrebbe raggiungere i 284 milioni di tonnellate nel 2025/26, in netto aumento rispetto ai 255 milioni della stagione precedente. Un risultato trainato soprattutto dal grano tenero, che con 132 milioni di tonnellate toccherà il livello più alto degli ultimi dieci anni. In calo, invece, il mais, penalizzato da rese più basse. In Italia, però, le prospettive restano più complesse. Il settore del grano duro, fondamentale per la pasta e per l’identità agroalimentare del Paese, vive una fase di forte tensione a causa del crollo dei prezzi e della concorrenza estera, che mette in difficoltà migliaia di produttori. Per questo dal 1° gennaio 2026 entrerà in funzione la Commissione Unica Nazionale del grano duro, che supererà le tradizionali borse merci e diventerà il luogo in cui agricoltori e compratori stabiliranno un prezzo trasparente ed equo. Accanto alla Cun, il governo ha messo in campo diverse misure di sostegno: 30 milioni di euro per i contratti di filiera già avviati nel 2024, altri 300 milioni attraverso il fondo Sovranità alimentare, incentivi fiscali per le industrie che lavorano grano nazionale e un piano di ricerca per varietà più produttive e resistenti, con tecniche di irrigazione innovative. Un capitolo importante riguarda anche i controlli: saranno rafforzati alle frontiere per garantire che il grano importato rispetti gli stessi standard di qualità e sicurezza di quello italiano, mentre l’Ismea pubblicherà i costi medi di produzione per scoraggiare pratiche sleali e prezzi sottocosto. Un pacchetto di interventi che, nelle intenzioni del governo, punta a dare stabilità e futuro alla filiera cerealicola italiana. Una filiera che non è soltanto economia, ma anche cultura, identità e sovranità alimentare.
3) Agroalimentare italiano, superata quota 70 miliardi: L’agroalimentare italiano taglia un traguardo storico. Tra giugno 2024 e maggio 2025 il valore delle esportazioni ha raggiunto i 70,7 miliardi, quasi il doppio rispetto ai 37 miliardi del 2015. Un risultato che testimonia la forza del Made in Italy, capace di coniugare tradizione, innovazione e qualità. Secondo le elaborazioni della Fondazione Edison su dati Istat, nei primi cinque mesi del 2025 le esportazioni complessive sono cresciute del 5,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’agricoltura registra un +9,4%, p ari a 4,4 miliardi di euro, mentre l’industria alimentare e delle bevande segna un incremento del 5%, arrivando a 25,7 miliardi. A trainare l’export sono soprattutto i mercati europei: +12,6% in Germania, +16,6% in Spagna, +17,1% in Polonia. Ma i dati sono positivi anche fuori dall’Europa: +6,9% negli Stati Uniti e +11,3% in Turchia. Un cambiamento epocale riguarda la bilancia commerciale: nel 2014 era in deficit di 7,6 miliardi, oggi è in attivo di oltre un miliardo. L’Italia non è più un importatore netto, ma un protagonista assoluto sui mercati globali, grazie a filiere più solide e competitive. E non mancano i primati: l’Italia è leader nell’export di pasta, pomodoro trasformato, prosciutti, aceti, vermouth e mele. Ha superato Francia e Paesi Bassi nei formaggi ed è ormai vicinissima alla Germania. È seconda al mondo nel vino, dietro solo ai francesi, e seconda anche nel caffè torrefatto, a conferma che competenze e know-how possono compensare l’assenza di materie prime nazionali. Numeri che raccontano non solo il successo commerciale del Made in Italy, ma anche la sua capacità di crescere e affermarsi come uno dei pilastri dell’economia nazionale ed europea.
4) Nei ristoranti McDonald’s sbarca la “Salvaeuro Wallet Dance”: Da Milano alla Calabria e alle isole, la “Salvaeuro Wallet Dance” si sta diffondendo lungo la penisola, da un McDonald’s all’altro. Il primo flashmob è partito da Assago: all’ora di pranzo lo staff ha popolato la sala e coinvolto i clienti per seguire la musica e i clienti sono stati coinvolti nella divertente “Salvaeuro Wallet Dance”, ideata e guidata dal coreografo di fama internazionale Carlos Diaz Gandia, ambassador della campagna di McDonald’s.


