Rinchiusi in gabbia e immersi nella sporcizia: ecco come vivono i cani dei cacciatori

Rinchiusi in gabbia e immersi nella sporcizia: ecco come vivono i cani dei cacciatori

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Inchiesta choc della Lega Antivivisezione (LAV) sui cani usati dai cacciatori durante la lunga stagione venatoria.

Cani rinchiusi in gabbie anguste, circondati da cibo in putrefazione e immersi nella sporcizia. Queste alcune delle immagini choc dell’inchiesta della Lega Antivivisezione (LAV) sui cuccioli usati dai cacciatori durante la lunga stagione venatoria. Nel corso dell’indagine sotto copertura durata mesi, lo staff dell’organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS) ha scoperto pratiche crudeli, inaudite e ingiustificabili ai danni dei migliori amici dell’uomo. Veri e propri maltrattamenti che, nonostante le segnalazioni dei cittadini, sembrerebbero essere tollerati. Il motivo?

Questi cani, almeno secondo la Lega Antivivisezione (LAV), sono considerati di “serie B”, rispetto ai loro simili di appartamento, per il loro fiuto utile soltanto a intercettare conigli, lepri e cinghiali. Non esseri senzienti capaci di provare emozioni positive e negative, insomma, ma oggetti funzionali al successo di una battuta di caccia.

 

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Ed ecco perché, soprattutto durante i sette mesi di silenzio venatorio, le clip hanno immortalato cuccioli imprigionati in serragli fatiscenti, privati di acqua fresca e accerchiati da spazzatura. Due, inoltre, le alternative per i pet valutati non più idonei alla ricerca della selvaggina: abbandono in campagna o abbattimento a colpi di fucile. Proprio per questo la Lega Antivivisezione (LAV), dopo la pubblicazione dell’inchiesta raccontata dalla voce della giornalista, speaker di Radio Deejey e istruttrice cinofila, Dunia Rahwan, ha ribadito la necessità di bandire una volta per sempre una pratica anacronistica, barbara e crudele.

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