"1350, il Giubileo senza Papa", la mostra ai Mercati di Traiano di Roma

“1350, il Giubileo senza Papa”, la mostra ai Mercati di Traiano di Roma

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Sarà allestita ai Mercati di Traiano fino al 1° febbraio 20206 la mostra “1350. Il Giubileo senza papa”. La mostra rende omaggio all’anno giubilare che sta per chiudersi con un allestimento dedicato al secondo Anno Santo che venne celebrato senza la presenza del Papa a Roma.

In esposizione circa sessanta opere, tra statue, dipinti, epigrafi, monete, sigilli, manoscritti, bassorilievi e rare testimonianze di valore storico e documentario. Con un focus su Cola di Rienzo e Francesco Petrarca, sostenitori del ritorno del papa in città.

“Il nucleo tematico della mostra affronta gli anni che seguono all’elezione di Clemente VI, presso il quale, nello stesso anno, il Comune inviò un’ambasceria per chiedergli di tornare a Roma e anticipare il secondo Giubileo al 1350. Il papa non avrebbe riportato la Curia a Roma ma concesse il Giubileo, stabilendo che avrebbe avuto luogo ogni cinquant’anni anziché cento. In mostra è esposto un frammento dell’epigrafe della statua dedicata a Clemente VI per l’occasione, dal complesso ospedaliero di Santo Spirito in Sassia, unica parte che resta della scultura oggi perduta.”

Nicoletta Bernacchio, curatrice della mostra racconta la scelta dei Mercati di Traiano come luogo della mostra: “La mostra è allestita nei mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali fondamentalmente per tre motivi. Il primo è legato alla figura di Bonifacio VIII che nel 1300 indice il primo giubileo della storia. La famiglia di Bonifacio, i Caetani, possedeva il castello delle milizie, ossia quella fortezza che nel Medioevo aveva inglobato i mercati di Traiano. Testimone di quell’epoca è la torre delle milizie, che i visitatori possono ovviamente vedere e che è più volte evocata nella mostra.

Il secondo motivo riguarda il passaggio dei pellegrini in quest’area, che sappiamo da fonti del tempo essere percorsa proprio dai percorsi tra la Basilica di San Pietro in Vaticano e la Basilica di San Giovanni in Laterano, che dovevano essere visitate con devozione per poter ottenere l’indulgenza nel secondo giubileo, appunto quello a cui è dedicata la mostra. Legata alla presenza del passaggio dei pellegrini anche in passato ovviamente è la costruzione dell’ospedale dei Cavalieri di San Giovanni in Gerusalemme, che si trova, si trovava meglio, nell’area del Foro di Augusto.

Il terzo motivo è la passione per l’antico, che proprio in quel momento comincia a farsi sempre più diffusa e nella mostra è presente attraverso le figure di Francesco Petrarca e di Cola di Rienzo, che avevano in comune appunto questa malinconia per la passata grandezza di Roma, materializzata nelle rovine dell’antichità.”

Claudio Parisi Presicce, Sovrintendente capitolino ai Beni Culturali ha dichiarato: “La mostra 1350, il Giubileo senza Papa, racconta di una fase storica della città particolarmente significativa, cioè il secondo giubileo della storia, celebrato nel 1350 senza la presenza del Papa a Roma, perché nel periodo che va dal 1309 al 1377 il Papato si era trasferito ad Avignone. Furono personaggi importanti come Francesco Petrarca o il tribuno Cola di Rienzo a proporre a Clemente VI di celebrare il secondo giubileo dopo 50 anni, non dopo 100 come era stato previsto, a Roma, proprio per cercare di sollevare la città che attraversava un periodo di crisi, che cercava in qualche modo di restituire alla tradizione dell’antichità la loro dignità.

La mostra racconta di pellegrini, racconta della storia di alcuni personaggi che hanno lasciato traccia durante questo periodo e cerca di attrarre il pubblico su documenti che spesso sono del tutto sconosciuti o inediti e che sono stati ritrovati in collezioni sia della città di Roma che in musei stranieri.”

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