Le mense universitarie italiane non sono sostenibili in termini di offerta vegetale e transizione verso sistemi che minimizzino gli sprechi. Essere Animali, Legambiente Lombardia e Terra! presentano la prima indagine di questo tipo, focalizzata sulla situazione in Lombardia: “Mense per il Clima – Report sulle Università in Lombardia”.
Dal report, emesso nella Giornata Mondiale dell’Alimentazione, emergono poche pratiche coraggiose eppure con 332mila studenti universitari che ne usufruiscono giornalmente, un sesto di tutti gli iscritti all’università in Italia, le mense giocano un ruolo importante nel raggiungimento dell’obiettivo circolarità.
Quattro gli atenei che ottengono un buon risultato: Bergamo, che ha un “Menù Green – Amico del clima”, Pavia dove vengono forniti dei suggerimenti sulle alternative dei secondi piatti a base vegetale , Milano Bicocca che garantisce almeno un’opzione vegana per ogni portata ogni giorno e il Politecnico di Milano, che ha introdotto opzioni a base vegetale su base quotidiana e giornate senza carne.
Insieme a @LegambienteLomb pubblichiamo oggi il primo report interamente dedicato all’offerta vegetale presente nelle mense universitarie lombarde.
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— Essere Animali (@EssereAnimali) October 13, 2025
Al d fuori delle eccellenze, però, in molti bandi il criterio economico prevale su qualità del cibo, varietà e sostenibilità dell’offerta alimentare. Inoltre “anche quando presenti, le informazioni sulla lista degli ingredienti dei piatti sono carenti o parziali”,-denunciano le associazioni- rendendo impossibile per i consumatori fare delle scelte informate.
“Quello che senza alcun dubbio questo studio dimostra è che le mense universitarie possono e devono adottare modelli più sostenibili, sani ed equi, abbandonando un paradigma obsoleto e poco inclusivo“, dichiarano Essere Animali, Legambiente Lombardia e Terra!. E aggiungono: “Fare tutto questo non è complicato: gli strumenti normativi esistono, le linee guida sono disponibili, le buone pratiche sono documentate, ma serve la volontà di applicarle sistematicamente e con controlli rigorosi, trasformando le eccezioni virtuose in prassi consolidata e garantendo un’offerta più vegetale e diversificata, adeguatamente informata, e che permetta agli studenti di compiere scelte consapevoli, sostenibili e gratificanti ogni giorno.“


