Consumi, agricoltura, olio extravergine, industria alimentare – Agrifood Magazine

Tabella dei Contenuti

In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Consumi stabili ma uno su tre taglia sul cibo; 2) Agricoltura e industria alimentare trainano la ripresa italiana; 3) Olio extravergine: raccolti in aumento, ma prezzi record; 4) McDonald’s lancia il Big Arch e svela i sogni degli italiani

In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress:

1) Consumi stabili ma uno su tre taglia sul cibo: Nel 2024 la spesa media mensile delle famiglie italiane è di 2.755 euro, sostanzialmente invariata rispetto all’anno precedente. Lo rileva l’Istat. Dopo la ripresa post pandemia, si conferma quindi una fase di stabilità, con livelli comunque superiori a quelli del periodo pre-Covid. Nonostante ciò, il potere d’acquisto resta sotto pressione a causa dell’aumento dei prezzi registrato negli ultimi anni. Restano marcate le differenze territoriali: nel Nord-est la spesa è in media il 37% in più rispetto al Sud. Anche le famiglie composte solo da cittadini italiani continuano a spendere molto di più rispetto a quelle con componenti stranieri. Nel 2024, circa un terzo delle famiglie dichiara di aver limitato in quantità o qualità, rispetto a un anno prima, le uscite per cibo. La spesa non alimentare ammonta in media a 2.222 euro al mese e rappresenta la parte più consistente dei consumi. Aumentano le uscite per ristorazione e alloggio, mentre calano quelle per informazione e comunicazione. In crescita, nel Nord-est, anche la spesa per istruzione.

2) Agricoltura e industria alimentare trainano la ripresa italiana: Segnali positivi per l’agroalimentare italiano nel secondo trimestre del 2025. Secondo l’ultimo bollettino CREAgritrend del CREA, il Prodotto Interno Lordo nazionale cresce dello 0,4% rispetto allo stesso periodo del 2024. Un risultato trainato soprattutto dall’industria alimentare e dal comparto agricolo, che segnano entrambi un aumento del valore aggiunto dello 0,4%. Sul piano congiunturale, cioè rispetto al trimestre precedente, si registra invece una lieve flessione: il PIL scende dello 0,1%, mentre agricoltura e industria calano rispettivamente dello 0,6 e dello 0,3%. Ma a tirare il settore è la buona performance delle imprese alimentari, che tra aprile e giugno hanno visto crescere la produzione del 2% e il fatturato, soprattutto sui mercati esteri, con un balzo del 14,5%. L’export agroalimentare continua infatti a essere uno dei punti di forza dell’economia italiana: +6,5% nel trimestre, con risultati particolarmente brillanti verso Stati Uniti, Spagna e Polonia. Tra i prodotti più richiesti, spiccano i lattiero-caseari, i dolciari e la frutta fresca, con incrementi vicini al 30%. In lieve calo invece vino e ortaggi trasformati. Anche le importazioni crescono, +5,7%, trainate dal rialzo dei prezzi internazionali di alcune materie prime come caffè e cacao. La Spagna resta il principale fornitore dell’Italia, seguita da Francia, Paesi Bassi e Brasile. Accanto ai dati macroeconomici, il CREA segnala un fenomeno interessante per i consumi: la crescita del mercato degli alimenti rich in protein, cioè ricchi di proteine. Negli ultimi anni il comparto ha registrato un +10% di fatturato, spinto soprattutto dai giovani under 30, spesso influenzati dalle mode del fitness e dai social. Ma l’indagine CREA-Appinio avverte: la domanda è sostenuta più da marketing e percezioni che da reali necessità nutrizionali, segno che serve maggiore educazione alimentare. Nel complesso, l’analisi del CREA restituisce un quadro di fiducia: quasi il 60% delle opinioni online sul settore agricolo e agroalimentare è positivo. “Il comparto mostra tenuta e capacità di adattamento – sottolinea il presidente del CREA, Andrea Rocchi – confermando la vitalità e la resilienza di una filiera che continua a rappresentare un pilastro dell’economia nazionale”.

3) Olio extravergine: raccolti in aumento, ma prezzi record: Il mercato dell’olio extravergine di oliva continua a muoversi tra prezzi record e prospettive positive per la nuova campagna olearia. Negli ultimi dodici mesi il prezzo dell’olio italiano è cresciuto del 5%, mantenendosi su livelli storicamente elevati: all’ingrosso un chilo di extravergine pugliese vale tra 8 e 9 euro, mentre al dettaglio una bottiglia da un litro supera spesso i 12. Un trend che riflette la forza di un comparto strategico per l’ agroalimentare nazionale: solo in Puglia il giro d’affari dell’olio vale circa un miliardo di euro l’anno, tra produzione, trasformazione e export. Le previsioni per la campagna 2025-2026 sono incoraggianti: in Italia si stimano oltre 300 mila tonnellate di olio, +20% rispetto all’anno scorso. Puglia e Calabria garantiranno circa il 60% del raccolto nazionale, con incrementi fino al 40% rispetto al 2024. Numeri che potrebbero ridare slancio a migliaia di aziende messe a dura prova negli ultimi anni da siccità, gelate e Xylella. A livello europeo, dopo il crollo dei mesi scorsi, i prezzi stanno risalendo: +17% in Spagna e +15% in Grecia. Segnali che confermano la centralità del settore olivicolo nel Mediterraneo, sempre più determinante per la bilancia commerciale e per l’identità agroalimentare del nostro Paese.

4) McDonald’s lancia il Big Arch e svela i sogni degli italiani: L’Italia è un Paese che sogna in grande. È quanto emerge dalla ricerca condotta da YouGov per McDonald’s in occasione del lancio in Italia del nuovo panino Big Arch. Nove italiani su 10 rivelano di avere un grande sogno e quasi 1 su 4 è già impegnato per realizzarlo, nonostante le difficoltà economiche e lo scenario dei tempi attuali.

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