Enologia, ‘Il vino, la mia vita’ Riccardo Cotarella tra territorio, cultura e tradizione

Enologia, ‘Il vino, la mia vita’: Riccardo Cotarella tra territorio, cultura e tradizione

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Ad Orvieto (Tr) è stato presentato il libro dell’enologo Riccardo Cotarella, ‘Il vino, la mia vita’. Un titolo che dice tanto, quasi tutto, che spiega cosa rappresenta il vino per il presidente di Assoenologi. Un libro che è un’autobiografia, ma che è anche tanto altro, un testo che celebra il legame profondo tra cultura, territorio e tradizione vinicola. Tra gli ospiti: Cucinelli, D’Alema e Bruno Vespa. Con le telecamere di Teleambiente eravamo lì.

Ad Orvieto (Tr), a Palazzo del Capitano del Popolo, tantissima gente per omaggiare l’enologo Riccardo Cotarella, in occasione dell’uscita del suo libro.

‘Il vino, la mia vita’ (Rizzoli): non poteva che essere questo il titolo del libro di Riccardo Cotarella, enologo di fama internazionale, presidente di Assoenologi dal 2013 e consulente di numerose e importanti aziende vitivinicole in tutto il mondo, nonché fondatore, nel 1979, insieme al fratello Renzo, della cantina Falesco, oggi divenuta Famiglia Cotarella e guidata dalla terza generazione, ovvero da Dominga, Marta ed Enrica.

Il libro è un racconto appassionato e autentico, di un uomo che ha dedicato tutta la sua vita al vino.

Un testo che celebra il legame profondo tra cultura, territorio e tradizione vinicola.

A Teleambiente, le parole di Riccardo Cotarella:Questo libro oltre ad essere una mia autobiografia, racconta il vino, nella maniera più comprensibile possibile, perché il vino è anche qualcosa di semplice, non è qualcosa di composto di cui non si può intendere e capire anzi per conoscerlo bene, bisogna capire tutto il suo percorso: dalla vigna, alla bottiglia e al bicchiere. Penso che oltre alla mia biografia, questo libro possa raccontare questo, per tutti”.

Quanta consapevolezza abbiamo di quello che beviamo?

“Se leggete il mio libro, moltaha detto Cotarella – diversamente è un po’ a rischio

Il vino è cultura, tradizione, identità, convivialità, ma è anche tanta qualità. Che momento è questo per l’enologia umbra?

“L’ enologia umbra è sempre in evoluzione – ha osservato Riccardo Cotarella a Teleambiente – perché i nostri produttori sono sempre molto appassionati e sono sempre alla ricerca delle migliori qualità, affidandosi anche agli enologi. Io credo che i vini umbri possano rappresentare una bandiera, un’icona per la nostra regione. Abbiamo tanti territori diversi, tanti climi diversi, quindi sono molto positivo, possiamo dare una mano alla nostra regione”.

Cosa ne pensa delle direttive anti- alcol dell’Europa

“Le direttive cosiddette ‘anti-alcool’ dell’Europa non servono – ha aggiunto Cotarella siamo tutti responsabili, salvo rare eccezioni, e sappiamo anche approcciarci con la dovuta moderazione e consapevolezza. Quindi non abbiamo bisogno di questi lacci e lacciuoli”.

Enologia, ‘Il vino, la mia vita’ Riccardo Cotarella tra territorio, cultura e tradizione, tavolo

Presenti all’incontro, oltre a molte istituzioni locali, anche alcuni amici di Riccardo Cotarella, come Brunello Cucinelli, Massimo D’Alema e Leonardo Lo Cascio, che per motivi diversi, negli anni, hanno avuto a che fare con il protagonista della serata.

A moderare la presentazione è stato il giornalista Bruno Vespa, autore anche della prefazione al libro

“Il vino – ha sottolineato Bruno Vespa ai microfoni di Teleambiente – è osteggiato, a livello europeo, principalmente da paesi che non lo producono e tendenzialmente non lo bevono, perché bevono birra. Questa è una mascalzonata, sostanzialmente, di alcuni paesi nordici alla quale noi dobbiamo resistere in maniera forte, perché il vino, non solo non fa male ma, come dicono gli scienziati, preso in piccole quantità fa bene. Dobbiamo assolutamente resistere insieme agli altri paesi produttori, soprattutto la Francia, la Spagna, ma non solo, per tenere sempre alto il vino di qualità”.

“Il vino italiano è un’eccellenza ha ribadito Vespa – bisogna farlo sempre meglio con buona qualità e prezzi corretti. Questa è una battaglia che possiamo vincere ancora una volta”.

A Teleambiente è poi intervenuto il presidente Massimo D’Alema che da anni, con la sua famiglia, ha un’azienda vitivinicola in Umbria, la cantina ‘La Madeleine’ tra Otricoli e Narni in provincia di Terni.

 

“Il vino non è la mia vitaha affermato D’Alema – in verità la mia vita è stata la politica, diciamo però che il vino è qualcosa di importante perché appartiene alla civiltà, alla cultura, alla storia del nostro paese ed in generale dell’Europa”.

“Il vino è importanteha riferito Massimo D’Alema – perché ha contribuito alla vita delle persone, pare difficile immaginare la storia della civiltà europea senza il vino. Ne ha costituito una parte molto importante, per cui quelli che pensano di mettere al bando questa realtà feriscono la nostra civiltà. Che il vino debba essere bevuto con moderazione è giusto, però non ci sono alimenti, come il vino, che hanno avuto un peso così profondo”.

“I Greci avevano un Dio per il vino ha continuato i romani avevano un Dio per il vino e nella religione cattolica del cristianesimo, il vino rappresenta nell’eucarestia il sangue di Cristo. È difficile pensare ad un alimento che abbia una tale straordinaria centralità nella nostra storia, nella nostra cultura”.

Il vino senza alcol?

“Sono delle bibite interessantiha sorriso D’Alemama non vedo perché si debba chiamare vino”.

Nel corso dell’iniziativa, l’imprenditore Brunello Cucinelli ha descritto il suo rapporto con il vino, descrivendo la sua infanzia, quando il padre lo produceva, ma di una qualità non particolarmente eccelsa.

“Il mio rapporto con il vino ha ricordato Cucinelli a Teleambiente è stato sempre un po’ speciale, come tutte le persone che vengono dalla campagna. Mio babbo e i miei zii facevano vino. Poi quando decidemmo di farlo a Solomeo, lo facemmo per dare valore all’Umbria, per dare valore a Solomeo e all’Italia, almeno così speravamo, e volevamo fare un buon vino, motivo per cui abbiamo chiamato Riccardo Cotarella. Alla fine, sembra, che siamo riusciti ad ottenere un buon vino”.

Durante il suo intervento il cavalier Cucinelli ha parlato dell’urgenza del migliorare le condizioni di lavoro, in tutti i settori, condizione fondamentale per attrarre i giovani.

“Questo vale per tutti ha evidenziato ancora Brunello Cucinellinon c’è un genitore che può consigliare al figlio di fare l’operaio in fabbrica o di lavorare in campagna. E poi, tra i giovani se dici che lavori e in campagna, zappando la terra, gli ulivi o le viti, vieni visto con un occhio particolare. Certi lavori purtroppo hanno perso dignità, prima morale e poi economica. Dobbiamo essere bravi a provare a ridare questa dignità”.

Il vino umbro, come l’olio umbro, è possibile?

“Il vino umbro, nel confronto con l’olio, ancora è molto indietro. L’olio umbroha concluso Cucinelli – è diventata una cosa molto seria, ci sono dei produttori meravigliosi, sono riusciti a piazzarli in una fascia di prezzo molto speciale. L’olio umbro è di grande qualità, perchè anche le cose di qualità, se non hanno il giusto prezzo, non sono identificate di qualità”.

Molto sentito l’intervento di Leonardo Lo Cascio, pioniere della promozione di vini di pregio italiani negli Stati Uniti e fondatore di Winebow, la più importante società di import e distribuzione di vini degli Usa che ha raccontato ‘il Riccardo Cotarella’, del dietro le quinte con aneddoti simpatici ed inediti sulla loro amicizia.

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