‘Un cavallo sotto gli alberi’ il progetto della Fise Umbria per anziani e disabili

‘Un cavallo sotto gli alberi’ il progetto della Fise Umbria per anziani e disabili

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A Città di Castello (Pg), un progetto unico a livello nazionale rivolto ad anziani e disabili della residenza protetta Asp ‘Opera Pia Muzi Betti’:‘‘Un cavallo sotto gli alberi’. Il maneggio di un centro equestre si trasferisce nel parco della struttura per offrire la possibilità agli ospiti di accarezzare, giocare, condivide e fare esperienza di interventi assistiti con cavalli o pony

 

A Città di Castello (Pg), il maneggio di un centro equestre si trasferisce fra gli alberi di una struttura che ospita anziani e persone con disabilità non autosufficienti.

‘Un cavallo sotto gli alberi’ è il nome di questo progetto, unico nel suo genere a livello nazionale, rivolto a disabili adulti o anziani, ospiti presso la residenza protetta Asp ‘Opera Pia Muzi Betti’ di Città di Castello che si propone di offrire la possibilità di accedere e fare esperienza di interventi assistiti con cavalli o pony.

Questa attività non prevede, la messa in sella, ma, ha la mission di migliorare le capacità e le abilità motorie degli ospiti della struttura, di aiutarli a riscoprire il corpo attraverso grooming, di condurre da terra il pony e di stabilire un rapporto di fiducia con gli operatori e con l’animale.

Un’originale e importante iniziativa, a cui partecipano una quindicina di utenti, che è stata voluta fortemente dalla presidente della Fise Umbria Mirella Bianconi e dalla responsabile di progetto prof.ssa Antonella Piccotti, docente Scienze e tecniche dello sport e delle attività motorie preventive e adattate – Corsi di Lauree Magistrali – Università di Perugia.

“La terza età ha detto la prof.ssa Piccottiè caratterizzata, soprattutto per chi viene ospitato in queste strutture, da solitudine, isolamento, depressione, apatia, quindi noi con questo progetto abbiamo cercato di combattere questo tipo di emozioni negative. E devo dire che, anche e siamo solo al quinto incontro, abbiamo già rilevato tantissimo progressi”.

“Dal punto di vista cognitivoha spiegatogli utenti sono spinti ad essere più concentrati, più attenti, a memorizzare meglio la sequenza degli esercizi. A livello emotivo sono spinti ad aprirsi, a condividere, c’è socializzazione, ci sono emozioni, come l’allegria e la gioia. Questo sono tutti aspetti positivi in un contesto di questo tipo”.

“La grossa innovazioneha sottolineato Antonella Piccotti è stata quella di portare i cavalli nella struttura senza alterare troppo gli equilibri di questi utenti, beneficiando di un parco bellissimo, quindi ‘Un cavallo sotto gli alberi’ è nato proprio dalla possibilità di sfruttare questo ampio parco senza, appunto, alterare gli equilibri di questi utenti”.

Alle parole della prof.ssa Antonella Piccotti, sono seguite quelle della presidente della Fise Umbria Mirella Bianconi: “Il senso di questo progetto è quello di non far sentire soli, chi lo è veramente. Queste persone sono portate qui per tanti motivi diversi: c’è chi non può essere accudito, chi non ha più nessuno. Noi vogliamo cercare di farli stare meglio, facendoli ancora vivere, in qualche modo, facendoli partecipare alla vita sociale”.

Dieci incontri di circa due ore l’uno, a cadenza settimanale in cui due pony, Nour e Red, saranno a portata di carezze, contatti e amorevoli sguardi nel parco della residenza protetta.

“Il ponyha evidenziato Mirella Bianconi – è il primo avvicinamento, per tutti noi. Lo è stato per i bambini, dai tre anni in poi, lo è per questi signori perché è alla loro portata, si può avvicinare chi è in carrozzina oppure chi non si è mai avvicinato al cavallo”.

“Il ponyha aggiunto Bianconiè praticamente la partenza del mondo dell’equitazione. Io sposo i progetti con i pony a 360° perché permette a tutti i ragazzi di avvicinarsi, di non avere paura e di cominciare a creare un rapporto con l’animale che poi diventerà il loro compagno di vita”.

In chiusura il commento di Annalisa Lelli, presidente del Consiglio di amministrazione di Asp ‘Muzi Betti’

“Vedere i nostri ospiti che vivono questa esperienza con il sorriso e con il desiderio che arrivi il martedì per poter vedere i cavalli, per poterli toccare e per poterci, qualcuno, anche salire – ha osservato Annalisa Lelli – è la conferma che abbiamo intrapreso la strada giusta”.

“Continueremo a impegnarciha concluso Lelliper fare dell’Asp ‘Muzi Betti’ un luogo dove l’assistenza sanitaria di alta qualità si fonde con l’innovazione terapeutica e il rispetto per la persona, valorizzando il legame indissolubile tra salute e natura”.

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