La quinta edizione dell’Atlante delle Foreste registra un aumento del 31% degli alberi messi a dimora in Italia nel 2024, per un totale che supera i 3 milioni di unità. A Ecomondo presentati i dati del report sugli interventi di forestazione.
L’Italia continua a investire nel verde. Nel 2024 sono stati messi a dimora più di 3 milioni di alberi su tutto il territorio, registrando un aumento del 31% in un anno.
I dati della quinta edizione dell’Atlante delle Foreste – l’indagine realizzata da Legambiente e AzzeroCO2 – presentati a Ecomondo, testimoniano che piantare gli alberi non è solo un gesto simbolico, ma un contributo alla transizione ecologica e alla rigenerazione urbana.
Con quasi 4.000 ettari di superficie piantumata, l’Italia raggiunge un nuovo record con un investimento in capitale naturale che andrà a generare un ritorno economico di più di 20 milioni di euro l’anno in servizi ecosistemici per ciascuno degli anni di vita degli impianti arborei ed arbustivi messi a dimora.
“L’edizione 2025 dell’Atlante delle Foreste, giunto ormai alla quinta edizione, che realizziamo con AzzeroCO2 e il contributo di Compagnia delle Foreste racconta i virtuosismi di questo Paese – ha dichiarato a TeleAmbiente Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette di Legambiente -. Nel 2024 sono stati messi a dimora 3 milioni di alberi, significa 4.000 ettari di nuovo verde urbano che è a disposizione nostra e del Pianeta. Quello che noi dobbiamo raccontare è che il verde è una strategia per migliorare e rigenerare le città, bisogna progettarlo, curarlo e ben gestirlo, ma non sempre le tre cose coincidono”.
“Noi puntiamo a stabilizzare queste politiche che, al momento, sono finanziate con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ma dall’anno prossimo bisogna trovare risorse ordinarie per portare avanti i progetti”, ha concluso Nicoletti.
Marco Bussone, presidente di UNCEM e PEFC Italia ha dichiarato a TeleAmbiente: “Noi dobbiamo tenere insieme, nel nostro Paese, il bosco che cresce nelle aree montane, superiamo i 12 milioni di ettari, e la possibilità di piantare nuovi alberi nelle aree urbane, nelle città. Questa è una grande esigenza imposta dalla crisi climatica che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha favorito con investimenti importanti. Tenere insieme questi due dimensioni è un fronte politico, apre una strategia politica che è sancita dal testo unico forestale, la legge del 2018 sulle foreste ma non sempre è compresa, sia dai sindaci delle aree urbane sia da quelli delle aree montane”
“È chiaro che quello che andiamo a piantare deve essere gestito. Non possiamo piantare a caso, in qualsiasi area urbana, ma deve essere gestito con gli agronomi forestali per dire come quel nuovo patrimonio diventa a prova di futuro”, ha aggiunto Bussone.


