Il progetto è promosso da Sima – Società Italiana di Medicina Ambientale, da Anaci – Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari e da KNX Italia: l’obiettivo è formare gli amministratori di condominio per farli diventare veri e propri ambasciatori di salute urbana. Il 75% delle famiglie italiane vive in condomini e trascorre al chiuso il 90% del proprio tempo, con rischi diretti e indiretti su salute, benessere e produttività. Con questo progetto, sarebbe possibile diminuire i giorni di malattia e risparmiare oltre 750 milioni di euro.
Si chiama ‘Condomini che stanno bene‘ ed è un progetto promosso da Sima – Società Italiana di Medicina Ambientale, da Anaci – Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari e da KNX Italia. L’obiettivo è quello di aumentare il benessere e la salute di chi abita in edifici condominiali, ovvero il 75% delle famiglie italiane. Il progetto, ambizioso e complesso, viene descritto così da Alessandro Miani, presidente di Sima.
“In un Paese in cui la qualità della vita si gioca sempre di più all’interno degli edifici, nasce ‘Condomini che stanno bene’, un programma nazionale promosso dalla Società Italiana di Medicina Ambientale, da Anaci e da KNX Italia. L’obiettivo è portare il benessere abitativo al centro di una visione evoluta di salute, sostenibilità e sviluppo. Il progetto parte da un dato strutturale: il 75% delle famiglie italiane vive in edifici condominiali, trascorrendo fino al 90% del proprio tempo in ambienti chiusi, dove la qualità dell’aria indoor, la luce naturale, il comfort termoacustico, i materiali e la gestione degli spazi incidono direttamente sulla salute, sul benessere e sulla produttività delle persone. In questo scenario, circa metà delle famiglie che vivono in un condominio risiede in edifici amministrati da professionisti Anaci, che è la principale associazione nazionale degli amministratori di condominio italiani (la cui rete conta oggi oltre 7.300 amministratori che gestiscono 220 mila condomini in cui vivono 20 milioni di cittadini)” – ha spiegato Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale – “Una massa critica che rende possibile un’azione capillare immediata di innovazione, prevenzione e miglioramento della qualità dell’abitare su scala nazionale. Secondo stime di Anaci e Sima, condizioni di scarso benessere negli edifici residenziali determinano ogni anno la perdita di circa 15 milioni di giornate lavorative, con un impatto economico superiore a 750 milioni di euro. Numeri che mostrano come il benessere abitativo sia una leva strutturale di salute pubblica e sostenibilità economica“.
“Il progetto risponde quindi a questa sfida con un approccio integrato e operativo, che mette al centro luce naturale, aria pulita, verde, materiali, acustica e qualità delle relazioni, riconoscendo nel condominio il luogo in cui la prevenzione, l’innovazione e la qualità della vita possono incontrarsi concretamente. In questo percorso, gli amministratori di condominio evolvono in ambasciatori di salute urbana, grazie a una formazione erogata da Sima (che è scientific advisor di Anaci) sulle determinanti ambientali e sociali della salute, sulla qualità dell’aria indoor, sul comfort termoacustico, sulla luce naturale, sui materiali e sulla gestione salubre degli spazi” – il punto del presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale – “La preparazione teorica sarà affiancata anche da una formazione tecnica sulle soluzioni avanzate di monitoraggio, controllo e automazione degli edifici, curata da KNX Italia. L’adozione dei protocolli Sima, integrata con sistemi di monitoraggio e regolazione dei parametri ambientali, può portare a una riduzione del 10% delle giornate di malattia, a un aumento del 5,5% di produttività e ad un -20% di disturbi respiratori“.
“Così facendo, sei milioni di cittadini sperimenterebbero subito un miglioramento diretto e misurabile del proprio benessere” – ha concluso Alessandro Miani, presidente di Sima – “I condomini si configurano così come cellule di salute urbana, quindi non più semplici unità abitative ma presidi di prevenzione e benessere, capaci di generare valore ambientale, sociale ed economico per le persone e per la comunità“.


