Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha chiarito le motivazioni che hanno portato al taglio dei fondi destinati alle CER, passati da 2,2 miliardi a 800 milioni di euro. Una decisione che ha suscitato polemiche nell’opposizione. Corrado (PD/S&D): “Il taglio alle risorse è un atto di sabotaggio contro i cittadini”.
Nell’ambito della Giornata Annuale dell’Associazione Italiana Nucleare, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin ha fatto il punto sulle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e chiarito le ragioni del taglio ai fondi per il finanziamento della misura di transizione energetica, passati da 2,2 miliardi a 800 milioni di euro.
“A metà novembre il livello di spesa era 400 milioni. A settembre ho portato a 50 mila abitanti il limite di 5 mila, perché mi sono reso conto che il consumo dei fondi era al 10%, che i 2,2 miliardi non erano la realtà, perché c’erano quando si pensava di intervenire al 100% quando c’erano dentro i porti, che avrebbero assorbito quasi 1 miliardo. Nonostante l’allargamento a 50 mila, a metà novembre eravamo nella condizione di non spendere più di mezzo miliardo”, ha dichiarato a TeleAmbiente il ministro Pichetto Fratin.
“A quel punto c’era anche la verifica dell’Unione europea, correvamo il rischio di non spenderli e di perderli. Si è fatta una stima e è stato fissato il tetto a 800 milioni, correndo il rischio di perderne 200. Poi c’è stata un’esplosione di domande che devono essere verificate. Una volta fatta la verifica vedremo quanti ne rientrano con lo scorrimento e valuteremo. Ci sono degli spazi di bilancio nostro e delle regioni. Io credo che riusciremo a farne rientrare molte, anzi il mio obiettivo è di farle rientrare tutte”, ha concluso il ministro Pichetto Fratin.
La decisione del MASE ha suscitato polemiche da parte dell’opposizione, secondo cui la riduzione penalizzerebbe cittadini, imprese e amministrazioni intenzionati a produrre energia pulita attraverso le CER.
“Si è detto per mesi che c’erano 2,2 miliardi a disposizione – i comuni hanno progettato, consultato professionisti, preparato domande. Scopriamo invece che i fondi scendono a 795 milioni e che chi ha lavorato fino all’ultimo – nella convinzione di poter partecipare fino al 30 novembre o persino oltre, stando alle voci ampiamente circolate – rischia ora di restare fuori. È scorretto e profondamente sleale”, ha dichiarato in una nota l’europarlamentare Annalisa Corrado (PD/S&D).
“La verità è che il Governo predica energia pulita e poi fa di tutto per frenarla. Penalizza i cittadini che si sono organizzati in comunità, penalizza le amministrazioni virtuose, penalizza le imprese che hanno investito. Se vogliamo che l’energia sia davvero accessibile, diffusa, autonoma, non si tagliano le gambe a uno degli strumenti più efficaci per produrla”, ha concluso Corrado.


