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Venezuela, almeno 40 morti nel raid Usa. Maduro in carcere a NY

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La Corte Suprema venezuelana ha nominato la vice di Maduro, Delcy Rodriguez, presidente ad interim (con il beneplacito di Donald Trump). Gli Usa avevano offerto, pochi giorni prima del raid, al deposto presidente di lasciare il potere andando in esilio in Turchia. E ora l’America Latina potrebbe diventare una polveriera, tra governi amici degli Stati Uniti e nemici dichiarati di Trump. 

Sarebbero almeno 40, ma si tratta solo di una stima preliminare, i morti in seguito agli attacchi condotti dagli Stati Uniti sul Venezuela, nella massiccia operazione militare che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro. Il presidente venezuelano, ormai deposto, si trova detenuto insieme alla moglie Cilia Flores nel Metropolitan Detention Center di Brooklyn, a New York.

 

Dopo il raid statunitense su Caracas e l’arresto di Maduro, il mondo si è diviso tra chi plaude all’operazione voluta da Donald Trump e chi invece ha condannato l’azione. Da un lato, gli esponenti del blocco occidentale e alleati degli Stati Uniti, compreso Israele, che hanno elogiato la prova di forza americana e la caduta del regime chavista. Anche Giorgia Meloni ha definito l’attacco statunitense “un intervento legittimo di natura difensiva contro una minaccia ibrida alla sicurezza nazionale“.

 

Dall’altra parte, alcuni Paesi del BRICS, come Brasile, Russia, Cuba e Cina, ma anche Corea del Nord e Iran, che sottolineano l’evidente violazione del diritto internazionale, tante volte invocato nel caso di conflitti come quello in Ucraina. In Europa, le prese di posizione più ferme verso i raid statunitense sono arrivate dal francese Emmanuel Macron e dallo spagnolo Pedro Sanchez. Tante le proteste di piazza, in Venezuela come nel resto del mondo, in seguito agli attacchi e all’arresto del presidente chavista.

Incerto appare anche il futuro del Venezuela e dell’America Latina in generale. Già nei minuti successivi alla cattura di Maduro, si era parlato molto di un nuovo governo, più vicino agli Stati Uniti, con l’ingresso della dissidente, vincitrice del Premio Nobel per la Pace 2025, Maria Corina Machado. Lo stesso Donald Trump, però, ha spiegato che Machado “non ha il sostegno né il rispetto per guidare il Venezuela“. Al momento, la Corte Suprema venezuelana ha nominato la vice di Maduro, Delcy Rodriguez, presidente ad interim. Secondo il New York Times, la nomina sarebbe avvenuta con il beneplacito degli Stati Uniti, dal momento che Trump avrebbe apprezzato la gestione delle risorse petrolifere da parte di Delcy Rodriguez e si sarebbe convinto, già da diverse settimane, che la vice di Maduro avrebbe potuto traghettare il Venezuela durante questa nuova fase di transizione, ma tutelando anche gli interessi americani. Tuttavia, nelle ore successive al raid statunitense, Delcy Rodriguez aveva più volte, pubblicamente, chiesto il rilascio di Maduro e della moglie.

Sempre secondo il Times, pochi giorni fa gli Stati Uniti avevano proposto a Maduro di lasciare il Paese e rifugiarsi in esilio in Turchia. Il deposto presidente venezuelano non aveva però preso seriamente in considerazione la proposta di Trump e, da qui, sarebbe partita prontamente l’operazione militare su Caracas. Nella capitale venezuelana si temono nuovi attacchi e anche per questo si sono formate lunghissime code nei supermercati e le strade sono pattugliate da soldati e paramilitari. In attesa di capire come avverrà la transizione politica in Venezuela, la situazione si fa sempre più tesa in tutta l’America Latina. Gli Stati Uniti possono contare su governi amici come quello di Javier Milei in Argentina o quello di José Antonio Kast che si insedierà in Cile nella prossima primavera, e ora a temere sono soprattutto la Colombia di Gustavo Petro, il Messico di Claudia Sheinbaum e Cuba, veri e propri nemici dichiarati di Donald Trump. Tra l’altro, pur avendo spiegato di non vederne al momento la necessità, il presidente statunitense nella sua conferenza stampa a Mar-a-Lago non ha scartato l’ipotesi di un nuovo raid sul Venezuela nei prossimi giorni.

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