Arte e scienza raccontano la ricerca sui beni culturali in Beyond Heritage

Arte e scienza raccontano la ricerca sui beni culturali in Beyond Heritage

Tabella dei Contenuti

Il lato nascosto dei beni culturali nelle fotografie su ambiente, moda e paesaggio della mostra Beyond Heritage, a Palazzo Braschi, a Roma, fino al 28 febbraio.

Palazzo Braschi, a Roma, accoglie la mostra “Beyond Heritage”, un viaggio che attraverso fotografie e installazioni interattive racconta ciò che dei beni culturali resta solitamente nascosto: la ricerca.

Dall’archeobotanica al patrimonio moda, passando per le indagini sul paesaggio, nelle sale del Museo di Roma si intrecciano fotografie, video e installazioni digitali frutto della sinergia tra fotografi e team di ricerca dei partner nazionali del progetto CHANGES, tra cui Sapienza Università di Roma, Università Ca’ Foscari di Venezia, Università degli Studi Roma Tre, “Alma Mater Studiorum” Università di Bologna, Università degli Studi Federico II di Napoli, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e molte altre istituzioni accademiche e culturali.

Fabio Beltotto, curatore della mostra, ha raccontato a TeleAmbiente qual è il fil rouge che unisce i progetti di ricerca raccontati in Beyond Heritage e il ruolo centrale della comunità per la tutela del patrimonio culturale e dell’ambiente.

La mostra parla ovviamente di patrimonio culturale e si inserisce all’interno di un progetto molto più ampio che è il progetto Changes, che è un finanziamento PNRR ormai che volge alla chiusura dopo tre anni, parla di numerosi progetti di ricerca che ovviamente dialogano e hanno interessato il patrimonio culturale in senso molto largo e quindi parliamo anche di paesaggio, di sostenibilità, di innovazione, ovviamente molti sono gli spunti e gli elementi che ricollegano anche la ricerca relativa al patrimonio culturale ma anche aspetti relativi all’ambiente e soprattutto al paesaggio”.

“Un elemento fondamentale che si evince anche dalle fotografie e dai vari progetti fotografici che a loro volta interpretano i progetti ricerca è l’equilibrio molto delicato che c’è tra il territorio, il patrimonio culturale e la comunità e che ruolo la comunità può avere nel tutelare l’uno e l’altro”, ha aggiunto Fabio Beltotto. “Sulla centralità del paesaggio che ci viene appunto sancita anche dal codice dei beni culturali del paesaggio ma anche dalla convenzione di Faro che appunto dà maggiore rilevanza al ruolo della comunità nella gestione del territorio in modo molto più sostenibile”.

Nelle sale di Palazzo Braschi l’antico si fonde così al moderno, svelando attraverso la fotografia metodi, strumenti e competenze che permettono di comprendere, raccontare e tutelare i beni culturali. Tra i numerosi temi trattati c’è anche l’archeobotanica, lo studio dei resti vegetali rinvenuti nei contesti archeologici.

“Questo tipo di studio permette di ottenere informazioni circa il rapporto uomo-ambiente del passato quindi l’alimentazione, gli usi rituali ma soprattutto il modo in cui l’uomo ha sfruttato l’ambiente e in cui l’ambiente è stato modificato dall’uomo”, ha spiegato a TeleAmbiente Claudia Maracca, ricercatrice CHANGES. “Si tratta di una disciplina ancora poco conosciuta e grazie ad iniziative come questa, come la mostra Beyond Heritage abbiamo la possibilità di divulgare questo tipo di approccio e questo tipo di studio al grande pubblico”.

“L’uomo – ha continuato Maracca – ha da sempre modificato l’ambiente, per esempio possiamo vedere come l’impatto anche dei romani sia stato quello di deforestazione, di apertura dell’ambiente. Dobbiamo però ricordarci che le risorse non sono illimitate. Dobbiamo fare tesoro di ciò che abbiamo imparato dal passato per non ripetere gli stessi errori nel presente o almeno avere consapevolezza delle ripercussioni che certe scelte comportano”.

La mostra, visitabile fino al 28 febbraio, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, e organizzata dalla Fondazione CHANGES.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Fondazione CHANGES (@fondazione_changes)

Pubblicità
Articoli Correlati